Aggredisce la sua compagna e minaccia i poliziotti con “la maledizione dei suoi santi”: così è stato arrestato un cubano in Messico



Un cubano è stato arrestato a Città del Messico dopo aver aggredito la sua partner e minacciato la polizia con maledizioni religiose. Il caso mette in luce la violenza di genere e l'uso delle credenze afrocubane.

Antonio "N", cubano arrestato in Messico.Foto © Reti sociali

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Un episodio di violenza domestica avvenuto a Città del Messico si è concluso con l'arresto di un cittadino cubano che, oltre ad attaccare la sua compagna con un coltello, ha tentato di intimidire gli agenti di polizia con una minaccia ricca di riferimenti religiosi.

Il fatto si è registrato nella municipalità di Xochimilco e ha suscitato attenzione per l'uso di espressioni legate a credenze afrocubane, senza che ciò abbia impedito l'intervento delle autorità.

Secondo Diario Milenio, l'uomo, identificato come Antonio “N”, è stato arrestato dopo che gli agenti della Segreteria della Sicurezza Cittadina sono intervenuti a seguito di una chiamata di soccorso dopo aver sentito le urla della vittima all'interno di un'abitazione.

Nel tentativo di entrare nell'abitazione, l'aggressore avvertì gli agenti che, se fossero entrati, "sarebbe caduta su di loro la maledizione dei suoi santi", una minaccia che non ebbe effetto e permise agli agenti di controllare la situazione e procedere al suo arresto.

All'interno dell'immobile, gli agenti di polizia hanno rinvenuto un altare con vari oggetti rituali, descritti dal mezzo messicano come legati alla Santa Muerte e a pratiche di origine afrocubana come la santería o il Palo Monte.

Tra gli elementi trovati c'erano candele, bevande alcoliche e recipienti cerimoniali. Le autorità hanno chiarito che il ritrovamento fa parte dell'indagine, senza che ciò implichi di per sé un reato né una criminalizzazione delle credenze religiose.

La donna, che presentava ferite provocate da un'arma da taglio, ha ricevuto assistenza medica dopo l'aggressione.

La Prensa ha precisato che la vittima, di 35 anni, ha subito almeno tre lesioni al polso, alla spalla e al collo, per cui è stata trasportata in ospedale.

Il detenuto, di 38 anni, è stato messo a disposizione del Ministero Pubblico, dove verrà definita la sua situazione giuridica.

Il caso mette in luce un problema ricorrente e delicato come la violenza di genere, anche in contesti migratori dove molte coppie affrontano tensioni aggiuntive lontano dal proprio paese d'origine.

Le autorità messicane stanno indagando sui fatti mentre la vittima riceve assistenza, in un promemoria del fatto che nessuna credenza, identità nazionale o riferimento spirituale può giustificare l'aggressione né porsi al di sopra della legge.

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