Un video diffuso dalla televisione statale venezuelana mostra i resti fumanti di un sistema anti-aereo Buk-M2E, uno dei principali mezzi di difesa aerea a medio raggio del paese, distrutto dopo l'attacco militare degli Stati Uniti contro il Venezuela.
Le immagini si riferiscono alle immediate vicinanze della Base Aerea La Carlota, a Caracas, una delle strutture militari più sensibili del regime. Nel video si può chiaramente vedere il telaio 6×6 del sistema, con le celle di lancio verticale dei missili visibili e gravi danni causati da incendio ed esplosione, il che esclude l'ipotesi che si tratti di un semplice veicolo logistico o di un incidente operativo.
Il Buk-M2E, di origine russa, è progettato per intercettare aerei, droni e missili da crociera a decine di chilometri di distanza e costituisce un elemento chiave all'interno della rete di difesa aerea venezuelana. La sua distruzione a terra suggerisce che l'attacco sia riuscito a neutralizzare sistemi critici prima o durante le prime fasi dell'operazione, lasciando esposti nodi strategici come La Carlota.

Che sia la stessa televisione ufficiale a mostrare le immagini rafforza la magnitudine del colpo: non si tratta di voci né di fughe di notizie, ma della conferma visiva che uno dei sistemi più avanzati dell'arsenale venezuelano è stato eliminato.
Secondo l'analista di conflitti CNW (@ConflictsW), i lanciatori Buk distrutti non erano stati spostati da quella posizione da diversi mesi e, al momento dell'attacco, probabilmente non erano equipaggiati. Le unità — provenienti, secondo questa fonte, da Catia La Mar — si trovavano stoccate sul lato nord della base aerea di La Carlota, il che rafforza l'idea che siano state neutralizzate a terra durante una fase iniziale dell'attacco, prima di poter entrare in operazione o essere ritirate.
L'episodio rimette in discussione l'effettiva efficacia delle difese aeree del regime e dimostra che, giunto il momento, il potere militare mostrato per anni può svanire in pochi minuti.
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