Il ministro della Difesa Vladimir Padrino López ha inasprito il tono: denuncia una "gravissima aggressione militare" da parte degli Stati Uniti, afferma che il Venezuela si riserva il diritto alla legittima difesa e sostiene che le forze armate sono in pieno dispiegamento per rispondere a nuovi attacchi. I suoi messaggi si allineano con la narrazione di Maduro secondo cui l'obiettivo sarebbe quello di appropriarsi delle risorse strategiche (soprattutto del petrolio) e di compromettere l'indipendenza politica del paese
Messaggi chiave di Padrino
Ha parlato di un'offensiva di Washington contro obiettivi civili e militari a Caracas e negli stati Miranda, Aragua e La Guaira, nel contesto di quello che definisce come "aggressione imperiale"
Il suo ambiente e la stampa locale riportano che persino la residenza dello stesso Padrino sarebbe stata bersaglio di bombardamenti, il che rafforza il discorso secondo cui l'alta dirigenza militare è direttamente sotto attacco esterno
In video e comunicati diffusi sui social, Padrino avverte che il Venezuela è “pienamente capacitato a difendersi” e che qualsiasi nuova azione da parte degli Stati Uniti avrà una risposta nel contesto della difesa nazionale e dell'articolo 51 della Carta dell'ONU
Ordini e misure militari
Il governo ha dichiarato uno "stato di emergenza nazionale" o "stato di commozione esterna", il che consente a Padrino di coordinare schieramenti interni, rafforzare le strutture come Fuerte Tiuna e La Carlota e preparare una risposta prolungata
Discorso politico e linea di propaganda
Il Ministero della Difesa e il resto del governo insistono che l'"unico obiettivo" degli attacchi è appropriarsi delle risorse venezuelane — petrolio e minerali — e rovesciare Maduro con la forza, qualcosa che Padrino collega alla campagna precedente di sanzioni e accuse di narcotraffico da parte di Washington
In sintonia con il comunicato ufficiale, il ministro chiama alla “mobilitazione popolare”, invita “tutte le forze sociali e politiche” a scendere in strada, a ripudiare l'aggressione e a stringere fila con la Forza Armata Nazionale Bolivariana di fronte agli Stati Uniti
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