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La rete di difesa aerea del Venezuela ha offerto poca o nessuna resistenza durante l'attacco degli Stati Uniti nella mattinata di sabato che ha permesso la cattura del presidente Nicolás Maduro, nonostante i precedenti avvertimenti che il suo sistema scalare potesse complicare seriamente un'operazione militare di questo tipo.
Secondo un analisi del quotidiano Financial Times, esperti avevano avvertito che il sistema di difesa aerea venezuelano, composto da sistemi di origine russa e altre misure di protezione, rappresentava un rischio operativo per le forze statunitensi.
Tuttavia, nella pratica, il dispositivo non è riuscito a fermare né a rendere visibilmente difficile l'assalto aereo che ha accompagnato il raid notturno a Caracas e in altri stati del paese sudamericano.
La scarsa risposta antiaerea rafforza la narrativa presentata dal presidente Donald Trump, il quale ha dichiarato oggi in una conferenza stampa che l'operazione è stata eseguita con un'efficacia senza precedenti dalla Seconda Guerra Mondiale e senza perdite né danni al personale e all'equipaggiamento statunitense.
Secondo Trump, le forze venezuelane erano in allerta e si aspettavano l'attacco, ma furono rapidamente “neutralizzate”.
Il crollo della difesa aerea si è verificato in un contesto di blackout generalizzati nella capitale e di confusione all'interno delle strutture militari del chavismo.
Dopo l'operazione, il regime venezuelano ha denunciato una “aggressione imperialista”, sebbene abbia evitato di fornire dettagli tecnici sul funzionamento o sui malfunzionamenti dei suoi sistemi di protezione aerea.
L'azione militare statunitense si è conclusa con la cattura di Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, i quali, secondo Washington, saranno trasferiti a New York per affrontare accuse di narcotraffico e possesso di armi da guerra.
Trump ha annunciato che gli Stati Uniti manterranno il controllo del Venezuela “fino a quando non ci sarà una transizione giusta e ordinata” e ha collegato questa permanenza alla gestione e ricostruzione dell'industria petrolifera con la partecipazione di compagnie statunitensi.
La dirigente opositora María Corina Machado ha affermato che Maduro dovrà rispondere per i suoi crimini e che il paese è pronto per affrontare una nuova fase di potere.
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