Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, è tornato questo sabato su un episodio che sembrava sepolto negli archivi della politica latinoamericana, ma che oggi acquista un nuovo significato.
In un messaggio pubblicato su X, il mandatario ha ricordato il momento in cui Nicolás Maduro si è preso gioco di lui pubblicamente da Cuba, chiamandolo “mequetrefe” e “pelele dell'imperialismo”, in un discorso pronunciato a L'Avana nel novembre 2019.
La pubblicazione di Bukele non è stata casuale. Il messaggio è accompagnato dalla bandiera venezuelana, un video dell'attacco verbale di Maduro e un'immagine che ha fatto il giro del mondo: la fotografia diffusa da Donald Trump in cui si vede il leader venezuelano arrestato a bordo della nave da assalto americana USS Iwo Jima, presumibilmente diretto negli Stati Uniti per affrontare accuse federali.
Nel video recuperato da Bukele, Maduro attacca il suo omologo salvadoregni dopo la decisione di El Salvador di espellere i diplomatici venezuelani. Durante un evento antiimperialista a Cuba, il leader chavista ha affermato che nessun "mequetrefe" né "pelele dell'imperialismo" riuscirà a separare i popoli del Venezuela e di El Salvador, mentre riceveva applausi dai presenti.
Più di sei anni dopo, il contesto è radicalmente cambiato. Questo sabato, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono già in viaggio verso New York per essere giudicati dalla giustizia federale.
Secondo Trump, entrambi sono stati catturati in un'operazione militare in Venezuela e trasferiti sul USS Iwo Jima, da dove sarebbero stati portati sul suolo statunitense.
Trump ha assicurato che Maduro affronta accuse di narcoterrorismo, cospirazione per introdurre cocaina negli Stati Uniti, uso di armi da guerra e legami con organizzazioni criminali come il Tren de Aragua.
La procuratrice generale Pam Bondi ha confermato che le accuse sono state presentate nel Distretto Meridionale di New York e che sia Maduro che Flores “affronteranno la giustizia americana in tribunali americani”.
Il ricordo che Bukele evoca non punta solo a un'antica offesa personale, ma a un cambiamento storico che scuote gli alleati politici del castrismo nella regione.
La pubblicazione del mandatario salvadoreño ha generato reazioni immediate sui social media, dove migliaia di utenti hanno sottolineato l'ironia del momento e il peso simbolico di vedere chi si è burlato da Cuba affrontare ora la giustizia al di fuori del suo paese.
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