Sempre più famiglie migranti chiedono aiuto su GoFundMe per mangiare e pagare le spese



L'uso di GoFundMe per coprire le necessità di base delle famiglie immigrate negli Stati Uniti è aumentato del 20%. Fattori come l'incertezza migratoria e la sospensione del SNAP aggravano la situazione economica.

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Sempre più famiglie immigrate negli Stati Uniti si stanno rivolgendo a GoFundMe per chiedere aiuto economico e coprire spese essenziali come cibo, benzina, affitto e bollette, in un contesto di incertezza migratoria e difficoltà a far quadrare i conti, secondo un rapporto di Noticias Telemundo.

Secondo le informazioni citate da quel mezzo, GoFundMe ha registrato un incremento del 20% nelle campagne di questo tipo rispetto all'anno precedente, legate a spese essenziali come alimenti, bollette mensili e affitto.

Il rapporto aggiunge che una delle categorie con la crescita più rapida nell'ultimo anno è stata quella di affitto e servizi, il che la piattaforma interpreta come un segnale di crescente pressione economica sulle famiglie.

Telemundo menziona anche un aumento significativo delle campagne di raccolta fondi per alimenti durante ottobre e novembre, quando una chiusura del governo ha interrotto il Programma di Assistenza Nutrizionale Supplementare (SNAP).

In quel periodo, le raccolte per il cibo sarebbero aumentate di quasi sei volte, secondo i dati condivisi nel reportage.

Il medesimo materiale segnala che sono persino comparsi campagna per creare piccoli banchi alimentari nei giardini di alcune case, al fine di supportare i vicini che affrontavano difficoltà.

Il rapporto presenta il caso di Beriosca Caparra, una madre che afferma di vivere nella sua auto con le sue due figlie dopo che il marito è stato arrestato e deportato in Venezuela.

Caparra ha riferito che, dopo la deportazione, è rimasta sola negli Stati Uniti, affrontando bisogni fondamentali e senza una rete di supporto stabile.

Disse che alcune amicizie l'hanno aiutata per qualche giorno a Orlando, ma poi tornò a Los Angeles, dove viveva sin dal suo arrivo nel paese, e affermò che lì “non aveva niente” perché aveva “perso tutto”.

Ante questa situazione, ha avviato una raccolta fondi su GoFundMe per coprire il costo del cibo, della benzina e il sostentamento delle sue figlie.

Nel caso presentato, Caparra ha affermato che il suo obiettivo —se riesce a raccogliere fondi— è tornare, perché suo marito è in Venezuela e, secondo le sue parole, negli Stati Uniti “non” vede una via d'uscita per la sua situazione immediata.

Durante il secondo mandato di Donald Trump, le misure migratorie e i tagli sociali negli Stati Uniti hanno creato un ambiente di paura e incertezza tra milioni di immigrati.

En luglio del 2025, la cosiddetta One Big Beautiful Bill ha introdotto tagli enormi ai programmi di assistenza, come Medicaid e SNAP, che colpiscono direttamente le famiglie a basso reddito e i lavoratori precari, compresi molti migranti latinoamericani.

La legge ha imposto nuovi requisiti lavorativi e ha aumentato la burocrazia, il che minaccia di lasciare milioni di persone senza accesso a servizi di base per la salute e l'alimentazione.

Il clima di pressione e ostilità si è riflesso in un sondaggio nazionale pubblicato nel novembre del 2025 dalla Kaiser Family Foundation e The New York Times, che ha rivelato che il 41 % degli immigrati teme di essere arrestato o deportato, un aumento di quindici punti rispetto al 2023.

Lo studio ha anche mostrato un deterioramento della salute mentale e stabilità economica di questa popolazione, che in molti casi è stata costretta a ricorrere all'aiuto comunitario o a piattaforme di raccolta fondi come GoFundMe per coprire esigenze fondamentali come cibo, abitazione o assistenza medica.

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