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Il governo della Cina ha condannato questo sabato l'attacco militare degli Stati Uniti in Venezuela e la cattura del presidente Nicolás Maduro, definendo l'operazione come una “grave violazione del diritto internazionale e della sovranità nazionale”.
In un comunicato diffuso dal Ministero degli Affari Esteri a Pechino, il governo cinese ha dichiarato di essere "profondamente sconvolto" per l'intervento statunitense e ha espresso la sua "ferma opposizione a qualsiasi azione militare unilaterale" in America Latina.
“Questi atti egemonici degli Stati Uniti violano gravemente il diritto internazionale e la sovranità del Venezuela, e minacciano la pace e la sicurezza nella regione dell'America Latina e dei Caraibi”, ha dichiarato il ministero, citato da Reuters.
Pechino ha esortato inoltre Washington a “rispettare i principi della Carta delle Nazioni Unite” e a “fermare immediatamente qualsiasi violazione della sovranità e della sicurezza di altri Paesi”.
Il comunicato è stato emesso poche ore dopo che il presidente Donald Trump ha confermato che forze speciali statunitensi avevano catturato Maduro e sua moglie, Cilia Flores, durante un'operazione notturna eseguita dall'unità Delta Force.
La Cina, uno dei principali alleati del Venezuela negli ultimi vent'anni, è stata un partner chiave del chavismo attraverso accordi miliardari nel settore petrolifero e del credito. Pechino ha mantenuto una politica di non ingerenza, ma ha condannato ripetutamente le sanzioni e le minacce di intervento militare contro Caracas.
Con questa dichiarazione, il governo cinese si unisce ad altri paesi, come l'Iran e Cuba, che hanno anch'essi denunciato l'offensiva statunitense e avvertito del rischio di un'escalation nella regione.
Pechino ha ribadito il suo invito al dialogo e alla stabilità regionale, insistendo sul fatto che l'America Latina deve continuare a essere una "zona di pace e cooperazione".
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