Evo Morales celebra l'anniversario del "trionfo della rivoluzione cubana" e le reti scoppiano: "67 anni di miseria e oppressione"



Evo Morales ha elogiato la Rivoluzione Cubana nel suo 67° anniversario, suscitando forti critiche sui social che evidenziano la miseria e l'oppressione nell'isola. Nicolás Maduro ha anche espresso il suo sostegno al regime.

Evo Morales (Immagine di riferimento)Foto © Wikimedia Commons

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Il ex presidente della Bolivia, Evo Morales, ha commemorato questo giovedì il 67° anniversario della vittoria della Rivoluzione cubana con un messaggio pubblicato sul suo profilo X, nel quale ha elogiato Fidel Castro e il popolo cubano per la loro “lotta permanente contro l'imperialismo”.

“Oggi si celebrano 67 anni dal trionfo della Rivoluzione Cubana, guidata dal comandante Fidel Castro, nella sua continua lotta contro l'imperialismo, insieme al suo popolo eroico e patriottico che, con sacrificio e unità, ha saputo sconfiggere il blocco, la costante pressione economica e i tentativi di rompere la sua sovranità e libertà promossi dagli Stati Uniti”, ha scritto Morales. Nella sua pubblicazione, l'ex presidente ha anche affermato che la rivoluzione cubana è “un esempio per tutti i nostri popoli, in particolare per la nostra amata Bolivia”, ed ha espresso la sua fiducia che il popolo boliviano “prima o poi riuscirà a recuperare la democrazia, con sovranità, resistenza e la ricerca di giustizia sociale”.

Le parole di Morales hanno provocato un'ondata di reazioni sui social media, per lo più critiche e di aperta indignazione. Molti utenti lo hanno accusato di ignorare la realtà dell'isola e di glorificare una dittatura che, secondo loro, è responsabile della povertà e della perdita di libertà dei cubani.

Tra i commenti più duri, uno ha scritto: “Il principio della fine per diverse generazioni di cubani. La miseria generalizzata e la perdita della libertà sono la principale caratteristica di quella dittatura”. Un altro ha aggiunto: “Ti è mancato dire che Fidel Castro è stato il traditore più grande della sua stessa gente, ha rinchiuso in carcere i suoi compagni di lotta che gli facevano ombra e che avrebbero potuto sostituirlo nella leadership, come i comandanti Huber Matos, Camilo Cienfuegos, Arnaldo Ochoa e tanti altri.”

Ci sono stati anche messaggi che hanno collegato direttamente il commento di Morales con la situazione attuale di Cuba. “E da quel momento miseria e sventura fino ad oggi”, ha scritto un utente, mentre un altro ha affermato: “La gente vive in povertà e oppressione e questo faccione di uccello dice che la Rivoluzione Cubana ha trionfato contro l'imperialismo”.

Alcuni messaggi hanno messo in evidenza il contrasto tra il discorso e la dipendenza economica dell'isola: “Ma continuano a dipendere dal capitalismo perché, in fondo, sono un paese povero a causa del blocco del paese più capitalista del mondo. Chi li capisce?”, ha ironizzato un altro.

Ci sono state anche risposte più generali, ma cariche di rifiuto politico: “Popolo della Bolivia, ora è chiaro a chi non votare mai”, ha scritto un utente, mentre un altro ha commentato: “67 anni di miseria, opprobo e schiavitù del XXI secolo, una peste chiamata socialismo comunismo che uccide e saccheggia senza pietà il popolo di Cuba”.

In parallelo, il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha diffuso un comunicato ufficiale — riprodotto dalla rete statale teleSUR — in cui ha esteso “le sue più profonde e fraterne congratulazioni al presidente Miguel Díaz-Canel, al generale dell'Esercito Raúl Castro e al popolo eroico di Cuba”.

Il documento ha sottolineato che la Rivoluzione del 1959 "ha aperto un orizzonte irreversibile di dignità, sovranità e giustizia sociale per Cuba e per tutta la Nostra America", e ha ricordato il centenario della nascita di Fidel Castro, definendolo "Comandante in capo ispirato nell'ideario di José Martí". Maduro ha affermato che quella gesta "ha rappresentato la nascita della speranza che ha acceso la fiaccola della dignità e della speranza per tutti i popoli della Nostra America e del mondo che lottano per la loro indipendenza definitiva".

Il messaggio del presidente venezuelano si aggiunge ai consueti pronunciamenti dei governi alleati di L'Avana ogni 1° gennaio, data in cui il regime commemora il trionfo della Rivoluzione guidata da Fidel Castro, che nel 1959 rovesciò il dittatore Fulgencio Batista e diede inizio a oltre sei decenni di sistema comunista a Cuba.

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Redazione di CiberCuba

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