La situazione epidemiologica a Sancti Spíritus continua a essere critica a causa della coincidenza tra dengue e chikungunya, secondo quanto riconosciuto dalle autorità sanitarie del territorio. In una conferenza stampa, gli specialisti hanno confermato che la provincia è di fronte a un'epidemia a causa dell'ampia circolazione di entrambi i virus.
Il mezzo provinciale Escambray ha riportato che “le statistiche ufficiali sono lontane dalla realtà per entrambi i virus”, sottolineando che molte persone si ammalano e non si recano nei centri di salute, il che impedisce di conoscere la reale magnitudine dell'epidemia.
I rapporti locali indicano che la maggior parte dei quartieri è stata colpita e che il chikungunya lascia conseguenze prolungate, con dolori articolari e debolezza che possono durare mesi. Si segnala inoltre che l'Istituto di Medicina Tropicale Pedro Kourí può elaborare solo una parte dei campioni a causa di limitazioni di capacità, e che le disinfestazioni non sono potute essere eseguite in modo intensivo per mancanza di risorse.
Nonostante gli sforzi del personale medico e infermieristico, l'alto livello di infestazione del mosquito Aedes aegypti e la mancanza di forniture di base rendono difficile il controllo dell'epidemia. Nella provincia, circa l'80% dei focolai si trova all'interno o nelle vicinanze delle abitazioni.
Giorni dopo quel rapporto locale, Miguel Díaz-Canel si è incontrato con degli scienziati nel Palazzo della Rivoluzione, dove gli hanno assicurato che i casi di dengue e chikungunya stanno diminuendo a Cuba. Secondo il rapporto televisivo, il paese sta attraversando l'ottava settimana consecutiva di riduzione dei casi, sebbene la maggior parte delle province rimanga all'interno del corridoio endemico di epidemia.
Durante quel incontro, si è comunicato che rimangono attivi oltre 2.800 casi di chikungunya distribuiti in 134 municipi, e che territori come Guantánamo, Las Tunas, Santiago di Cuba, Pinar del Río e Artemisa presentano tassi di incidenza superiori alla media nazionale. A Matanzas, circa il 60 percento dei pazienti cerca un trattamento di riabilitazione o medicina tradizionale tre mesi dopo il contagio.
Settimane fa, il direttore nazionale di Epidemiologia, Francisco Durán García, aveva riconosciuto in televisione che “le cifre dei contagi per dengue e chikungunya riportate ufficialmente non sempre corrispondono alla realtà”, poiché molte persone malate non si recano ai servizi medici e non vengono registrate.
A Sancti Spíritus, la popolazione continua a fronteggiare l'aumento di casi febbrili, la scarsità di medicinali e le difficoltà nel realizzare azioni di controllo vettoriale. Le autorità sanitarie ammettono che il panorama rimane complesso e che la sfida principale è fermare la propagazione del mosquito vettore.
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