Crisi energetica senza freni: Cuba affronta questo domenica un deficit di 1.750 MW



Casi 100 centrali di generazione distribuita sono inattive per mancanza di combustibile, il che comporta 895 MW fuori dal sistema solo per questo motivo.

Apagón a Cuba (Immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

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La crisi energetica a Cuba continua a intensificarsi e sta ormai sfiorando livelli di collasso strutturale, secondo le stesse informazioni pubblicate il 30 novembre dalla Unión Eléctrica (UNE).

La UNE ha riconosciuto che il servizio elettrico è stato compromesso per 24 ore sabato, con un picco di 1775 MW di deficit alle 18:30, un dato che dimostra chiaramente che la struttura di generazione non riesce neanche a soddisfare la domanda minima del paese.

Questa domenica, alle 6:00 del mattino, la disponibilità era di appena 1570 MW rispetto a una domanda reale di 2460 MW, il che ha significato iniziare la giornata con già 950 MW di carenza, anche prima dell'inizio dell'orario di maggiore consumo.

Per l'orario di punta si stima un'impatto di 1050 MW.

La situazione del sistema è il risultato di una serie di fallimenti che si sono aggravati mentre il Governo cerca di spiegare la crisi senza assumersi responsabilità.

Tra i problemi più gravi c'è il guasto dell'unità 2 della termoelettrica Felton, una delle centrali chiave per sostenere la generazione di base del paese.

A questo si aggiunge che altre quattro unità termoelettriche - Mariel 5, Santa Cruz 2, Carlos Manuel de Céspedes 4 a Cienfuegos e Nuevitas 6 - rimangono fuori servizio per manutenzioni che coincidono ripetutamente con i momenti di massima tensione per la popolazione.

Captura di Facebook / Unione Elettrica UNE

La generazione termica, che dovrebbe essere il supporto principale del SEN, continua a essere limitata e ha 534 MW non disponibili, il che lascia il sistema operativo con margini minimi e estremamente vulnerabili.

Ma il colpo più grande proviene, come quasi sempre, dalla mancanza di carburante: la UNE ha riconosciuto che 96 centrali di generazione distribuita sono inoperanti per questo motivo, il che significa 895 MW fuori dal sistema solo per mancanza di gasolio.

A questo deficit si aggiungono altri 68 MW che non possono funzionare a causa della mancanza di lubrificanti.

In totale, si perdono 963 MW esclusivamente a causa di problemi legati all'approvvigionamento di idrocarburi, una situazione che non può più essere attribuita a "tensioni temporanee", bensì al deterioramento strutturale della catena energetica nazionale.

Con un panorama del genere, le previsioni per l'orario di punta sono desolanti.

La UNE prevede una domanda massima di 3250 MW a fronte di una disponibilità che non supera i 1570 MW. La conseguenza diretta sarebbe un deficit di 1680 MW, il che si tradurrebbe in un'impatto stimato di 1750 MW per la notte.

In altre parole: blackout prolungati e generalizzati in tutto il paese.

Nemmeno i 33 nuovi parchi solari presentati dal Governo come parte della sua strategia per "alleviare" la crisi riescono a fare una differenza significativa.

Sebbene abbiano prodotto 2255 MWh e raggiunto 473 MW di potenza nell'orario di mezzogiorno, il loro contributo risulta insufficiente per compensare il crollo della generazione termica, che continua a essere il nucleo del sistema elettrico cubano.

A L'Avana, dove storicamente sono stati privilegiati i circuiti, il panorama non è stato incoraggiante.

L'Empresa Elettrica provinciale ha confermato che la capitale è stata colpita per 10 ore e 45 minuti durante la giornata precedente, con un massimo di 287 MW disconnessi alle 18:00.

Il servizio non è stato ripristinato completamente fino alle 21:45, anche se durante la notte non ci sono state interruzioni.

Captura di Facebook / Azienda Elettrica di L'Avana

Nel frattempo, il Governo continua a non offrire un piano convincente che possa far intravedere una soluzione.

La crisi attuale non è più conseguenza di eventi isolati né di "rotture impreviste": è il risultato accumulato di decenni di improvvisazione, abbandono tecnologico e mancanza di investimenti reali nel sistema elettrico nazionale.

Il paese continua a essere al buio, e l'unica luce disponibile è quella di un discorso ufficiale che non riesce più a nascondere la profondità del crollo.

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Redazione di CiberCuba

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