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Un professore cubano è stato assassinato a coltellate all'interno della scuola in cui lavorava, a Guantánamo.
L'evento è avvenuto nella notte di martedì mentre il docente, identificato come Rolando Castelvil Riñat, stava svolgendo il suo turno di guardia presso la Scuola Pedagogica "José Marcelino Maceo Grajales".
Il crimine, perpetrato con estrema violenza, ha provocato un'ondata di indignazione tra i cittadini e rinnovate richieste di giustizia di fronte all'aumento dell'insicurezza nelle istituzioni educative.
Secondo il profilo ufficiale di Facebook “Guantánamo y su verdad”, l'evento si è verificato quando il docente ha rilevato la presenza di quattro giovani estranei all'istituzione che cercavano di irrompere nelle strutture della scuola.
Al richieder loro di abbandonare il luogo, si è scatenato un alterco che è culminato in tragedia: “uno degli aggressori ha attaccato il professore alle spalle con un'arma Bianca, causando la ferita mortale”.
Il professor Castelvil è stato trasferito d'urgenza all'Ospedale Provinciale, dove è deceduto alcune ore dopo a causa della gravità della lesione.
La Polizia ha informato che, grazie all'identificazione di un testimone, due dei principali coinvolti sono stati arrestati e si trovano sotto processo penale.
Anche se "Guantánamo y su Verdad" ha identificato Castelvil come professore di Educazione Fisica, il giornalista Miguel Reyes, nel riportare la tragedia ha indicato che era "professore di Storia", affermazione poi confermata da vari commenti sui social media.
"Quell'uomo è stato mio professore cinque anni fa nella stessa scuola, di Storia; non è mai stato di Educazione Fisica”, ha osservato un'internauta sui social.
“Era un uomo onesto, responsabile, buon padre ed eccellente insegnante”, ha sottolineato un'altra commentatrice sui social.
Altri rapporti su quanto accaduto
Il reporter di cronaca Niover Licea ha offerto sui social nuovi elementi che permettono di ricostruire con maggiore precisione i fatti avvenuti presso l'Asilo Pedagogico "José Marcelino Maceo Grajales".
Secondo la sua testimonianza, l'aggressione è avvenuta dopo un primo tentativo di irruzione nell'istituto scolastico.
In ore notturne, un gruppo di giovani ha fatto accesso all'istituzione senza autorizzazione, venendo confrontati dai professori di guardia, tra cui Rolando Castelvil Riñat, che hanno chiesto loro di lasciare il luogo.
Pochi minuti dopo, due dei soggetti sono tornati. È allora che è avvenuto l'attacco. Uno di loro, identificato da testimoni e familiari come un giovane di appena 19 anni, ha accoltellato l'insegnante alle spalle con un file metallico affilato.
La ferita era di estrema gravità: l'oggetto ha perforato rene, cistifellea e intestini.
Un altro docente sarebbe rimasto ferito mentre cercava di difendersi, riportando una ferita alla mano.
Castelvil è stato trasferito all'ospedale provinciale, dove è stato sottoposto a intervento chirurgico in tre occasioni e ha ricevuto 16 trasfusioni di sangue.
Nonostante lo sforzo del team medico, le complicazioni interne derivanti dall'infortunio sono state irreversibili.
I familiari del professore hanno confermato alla fonte citata che la polizia è riuscita a fermare i principali coinvolti, tra cui l'autore materiale dell'attacco, il giovane di 19 anni.
Un'onda di dolore, rabbia e richiesta di giustizia
Da quando è stata resa nota la notizia, migliaia di messaggi di cordoglio hanno inondato i social media. Tra i più ripetuti, la richiesta di pene esemplari per i responsabili del crimine.
“Che venga applicata la pena massima; è ora di smetterla con tanta violenza”, ha chiesto un utente.
Un altro commentò con crudezza: “Loro erano preparati e con tutta l'intenzione di fare del male a qualcuno... la loro intenzione era ben definita”.
L'indignazione popolare è aumentata con richieste di riformare il sistema di sicurezza nelle scuole cubane.
“Cosa fa un professore di guardia in un centro di lavoro dopo il suo orario di lavoro?”, ha chiesto una cittadina.
“Non c'è protezione, né sicurezza di nessun tipo. Quelle guardie notturne al buio sono un pericolo”, ha denunciato un'altra docente.
Molti utenti hanno indirettamente responsabilizzato lo Stato per la mancanza di protezione del personale educativo: “Fino a quando i professori dovranno mettere a rischio la propria sicurezza nei centri, senza custodi, senza luce, senza risorse…”.
Tra il dolore collettivo e la richiesta di mano dura
Nei centinaia di commenti che circolavano su Facebook e altre piattaforme, si alternano tristezza, rabbia e un senso di impotenza.
Le parole più ricorrenti sono giustizia, dolore, condanna, impotenza, pena massima. Alcuni chiedono persino il ripristino della pena di morte o un processo pubblico per gli aggressori.
“Pena di morte per quegli assassini, non si meritano altro”; “Giustizia, che paghino con la loro vita il crimine che hanno commesso, nessuno ha il diritto di togliere la vita a chi stava semplicemente facendo il proprio dovere”; “Il paese ci sfugge di mano. Dov'è la sicurezza nelle nostre scuole?”; “Giustizia per Roli. Che la sua morte non resti impunita”, sono solo alcuni commenti.
"Oggi la violenza lascia una bambina senza padre, un mondo in lacrime. Fino a quando", ha lamentato un'altra commentatrice.
Un simbolo della crisi della sicurezza scolastica
L'omicidio di Rolando Castelvil non è solo la perdita di un educatore. È diventato simbolo dell'inaridimento che subiscono molti lavoratori del settore educativo a Cuba.
Il caso ha sollevato un'urgente allerta sulla mancanza di condizioni minime per garantire l'integrità fisica di coloro che lavorano in centri educativi, specialmente negli istituti penitenziari o semi-penitenziari, dove il personale è costretto ad assumere funzioni di sicurezza senza i mezzi adeguati.
In mezzo all'ondata di violenza che scuote la società cubana, l'omicidio di un professore nel suo luogo di lavoro ha colpito profondamente.
Non solo per la brutalità del fatto, ma perché evidenzia, ancora una volta, che l'insegnamento —una delle professioni più nobili— è diventato anche un lavoro a rischio in un paese dove l'impunità e la mancanza di sicurezza continuano a mietere vittime.
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