La procura rivela che Derek Rosa ha inviato foto del cadavere di sua madre assassinata prima di chiamare il 911

Secondo la Procura, il comportamento del giovane rivela "orgoglio e volontarietà nei suoi atti", e si è mostrato "beffardo e scherzoso" nel condividere le foto.

Derek Rosa e sua madre assassinataFoto © Polizia di Hialeah

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La Procura della Florida ha chiesto al giudice Richard Hersch l'autorizzazione a presentare prove aggiuntive nel processo contro Derek Rosa, il giovane cubano accusato di aver ucciso sua madre nel suo appartamento a Hialeah nell'ottobre 2023.

La mozione sostiene che, pochi minuti dopo il crimine, Rosa ha scattato foto del corpo di sua madre -incluso un selfie con la mano insanguinata— e le ha inviate a un amico e a un gruppo di chat in cui c'erano diversi compagni della sua scuola superiore, prima di avvisare il 911.

Il documento della Procura rivela anche che, due settimane prima dell'omicidio, il ragazzo aveva mostrato a quegli stessi studenti un video di un suicidio reale. Successivamente, lo ha diffuso di nuovo il giorno dell'omicidio.

Al inviare il video alla chat di gruppo, aggiunse un'emoji di una faccina felice con una pistola alla testa, il che, secondo i pubblici ministeri, mostra una "fissazione morbosa con il sangue, la morte e il gore", oltre a un interesse per impressionare e suscitare disgusto tra i suoi amici.

Per lo Stato, queste azioni spiegano lo stato mentale dell'imputato e la sua capacità di premeditazione la notte in cui colpì mortalmente sua madre mentre dormiva.

La Procura sostiene che questo modello di comportamento rivela "orgoglio e volontarietà nei suoi atti", sottolineando che il minorenne si sarebbe mostrato "beffardo e scherzoso" sia quando ha condiviso il video del suicidio sia nei messaggi successivi all'omicidio.

Inoltre, sostiene che queste nuove prove permetteranno di contrastare eventuali tentativi della difesa di presentare l'adolescente come vulnerabile alla coercizione o manipolazione esterna.

La richiesta della Procura, presentata davanti alla Corte dell'Undicesimo Circuito Giudiziario, mira ad ammettere ciò che lo Stato definisce come "fatti simili" ai sensi dello statuto F.S. 90.404(2)(a), così come elementi che considera "intrinsecamente legati" al crimine.

L'udienza di mercoledì ha anche chiarito che il calendario giudiziario non subirá modifiche.

Il giudice Hersch ha ribadito che il processo rimane programmato per gennaio e ha ordinato alle parti di confermare entro venerdì la disponibilità degli avvocati difensori per un'udienza di mozioni.

In caso di mancata risposta, la sessione sarà fissata per il 26 novembre alle 10:00.

In luglio, il tribunale ha accettato una richiesta della difesa per rinviare il processo al 26 gennaio 2026, poiché la complessità del caso richiedeva tempo aggiuntivo per analizzare le prove, preparare le strategie legali e presentare nuove mozioni.

La selezione della giuria è stata fissata per il 20 gennaio dello stesso anno, e il giudice ha autorizzato che nessuna delle parti potesse esaminare prove aggiuntive fino a questo mese di novembre, termine ultimo per presentare le prove definitive.

I pubblici ministeri hanno ribadito di essere pronti a portare il caso in giudizio in qualsiasi momento e che il rinvio non influisce sulla solidità dell'accusa di omicidio di primo grado.

Rosa è stato arrestato dopo aver chiamato il 911 poco dopo il crimine, quando aveva 13 anni. A causa della sua età, non può affrontare la pena di morte, ma può ricevere una condanna all'ergastolo o un minimo di 40 anni.

La difesa ha incentrato parte della sua strategia sulla salute mentale del ragazzo.

Rosa è stata diagnosticata con autismo e disturbo da deficit di attenzione, e i suoi avvocati hanno richiesto di mantenere riservati i documenti medici fino al processo. Il giudice Hersch, tuttavia, ha insistito affinché l'accusa abbia accesso a queste informazioni per garantire un processo equo.

Un altro fronte legale attivo è la mozione della difesa per escludere la confessione del minore davanti alla polizia.

Secondo documenti presentati in tribunale, la difesa sostiene che al minore è stata letta un'avvertenza errata nel spiegargli i suoi diritti, motivo per cui richiedono un'udienza formale per discutere la legalità di detto interrogatorio.

Il giudice dovrà decidere se la confessione -uno dei pezzi più contundenti del caso- potrà essere esclusa dal processo, o se verrà infine ammessa come prova.

La disputa riguardo a questa prova si aggiunge a un corposo fascicolo che include perizie, registrazioni digitali, messaggi, analisi forensi e ora, inoltre, la nuova mozione della Procura per introdurre prove di comportamenti precedenti.

Il caso di Derek Rosa, caratterizzato dalla sua complessità giuridica ed emotiva, si avvia quindi verso un processo che potrebbe diventare uno dei più seguiti nella contea di Miami-Dade negli ultimi anni.

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Redazione di CiberCuba

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