Medici cubani in esilio chiedono al regime una risposta urgente di fronte alla crisi sanitaria nell'isola

Il Gremio dei Medici Cubani in Esilio ha responsabilizzato il governo di Díaz-Canel per il collasso sanitario e ha chiesto una risposta immediata di fronte all'epidemia che colpisce l'isola.

Guantánamo è una delle province colpite da dengue e chikungunya (Immagine correlata)Foto © Facebook/Radio Guantánamo

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Il medico cubano esiliato Miguel Ángel Ruano Sánchez ha pubblicato martedì, a nome del Gremio di Medici Cubani in Esilio, una lettera indirizzata al governante Miguel Díaz-Canel e al ministro della Salute Pubblica José Ángel Portal Miranda, richiedendo una risposta urgente di fronte alla crisi sanitaria che attraversa l'isola.

Il comunicato, pubblicato su Facebook da Bogotá, Colombia, segnala il grave deterioramento clinico, igienico ed epidemiologico a Cuba, dove i casi presumibilmente legati a un'arbovirosi si sono moltiplicati e la mancanza di medicinali di base impedisce un adeguato trattamento per i pazienti.

Nel testo, il sindacato denuncia la mancanza di attenzione da parte dello Stato, il silenzio informativo del governo e l'assenza di una strategia scientifica chiara per affrontare la crisi.

Inoltre, avverte del presunto tentativo del regime di sperimentare con un farmaco come parte di un “studio clinico” senza trasparenza né supporto tecnico verificato.

La lettera, indirizzata a Díaz-Canel e al ministro Portal Miranda, è stata inviata con copia all'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel tentativo di internazionalizzare la preoccupazione per la situazione sanitaria dell'isola.

I medici in esilio ricordano che la loro richiesta si basa su diversi articoli della Costituzione cubana, tra cui quelli che garantiscono il diritto alla salute, alla vita e all'integrità fisica, e accusano lo Stato di non adempiere ai propri obblighi.

"Il popolo cubano si trova in una situazione di abbandono di fronte a un'epidemia che lo stesso governo è stato incapace di controllare", avverte il documento, che richiede una risposta d'emergenza e misure efficaci per fermare la propagazione della malattia.

Il Gremio dei Medici Cubani in Esilio conclude che la crisi non può essere giustificata da fattori climatici o stagionali, ma è conseguenza dell'abbandono istituzionale e della mancanza di risorse, aggravata dall'opacità con cui il regime gestisce le informazioni sulla salute pubblica.

Il regime ha recentemente informato più di 20 mila casi di chikungunya a Cuba, sebbene le denunce dei cittadini indichino un'espansione del virus molto più ampia, con quartieri completamente decimati.

Per questo motivo, recentemente la storica dell'arte e attivista cubana Yamilka Lafita Cancio, conosciuta come Lara Crofs sui social media, ha indirizzato una lettera aperta al governante Miguel Díaz-Canel e al ministro della Salute Pubblica, José Ángel Portal Miranda, per chiedere chiarimenti riguardo all'aumento sostenuto dei casi di chikungunya e altre arbovirosi che stanno decimando la popolazione cubana.

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Redazione di CiberCuba

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