La Difesa Civile emette il Comunicato Informativo N. 4 riguardo all'uragano Melissa

Sebbene Melissa sia uscita da Cuba, la Difesa Civile chiede alla popolazione di prestare attenzione all'influenza delle piogge e del mare.

Santiago di Cuba dopo il passaggio dell'uragano MelissaFoto © Facebook / Luis Alberto Portuondo Ortega

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La Difesa Civile di Cuba ha emesso mercoledì il suo Comunicato Informativo N. 4 sull'uragano Melissa, nel quale annuncia che le province di Ciego Ávila e Sancti Spíritus, che erano in Fase di Allerta ciclonica, ritornano alla normalità a partire dalle 10:00, poiché non sono state colpite.

Nel testo ufficiale, lo Stato Maggiore Nazionale della Difesa Civile cita la "disciplina e solidarietà" dimostrate dalla popolazione, dagli organi di direzione e dai mezzi di comunicazione durante il passaggio del ciclone.

Tuttavia, si chiede alla popolazione di prestare attenzione all'influenza della pioggia e del mare, e di mantenere attivi i consigli di difesa in forma ridotta.

Captura di Facebook / Cubadebate

Il pericolo continua

Il Centro Nazionale degli Uragani (NHC) degli Stati Uniti ha avvisato alle 11:00 che le piogge e le inondazioni catastrofiche persisteranno a Cuba, e ha mantenuto un avviso di uragano per le province di Granma, Santiago di Cuba, Guantánamo, Holguín e Las Tunas.

Cuba presenta ancora condizioni di uragano nell'area sotto avviso, con previsioni di indebolimento a partire da questo pomeriggio.

Il raggio dei venti conferma l'ampiezza del sistema: quelli di uragano si estendono fino a 65 km dal centro e quelli di tempesta tropicale fino a 295 km.

Il pericolo per le piogge rimane critico. Nell'est continueranno a cadere piogge molto forti questa mattina, con accumuli da 10 a 20 pollici e massimi fino a 25 nelle zone montane, capaci di provocare inondazioni catastrofiche e frane. Le piogge dovrebbero diminuire nel pomeriggio.

La mareggiata ciclonica preoccupa anche. Il NHC avverte di possibili inondazioni costiere minori nelle baie e nelle insenature della costa nord-orientale.

Il discorso ufficiale trionfalistico contro la dura realtà

Mentre nei palazzi governativi si celebra l'operato istituzionale, l'oriente cubano continua a essere immerso in una situazione critica.

Le intense piogge, i movimenti di terra e le maree causate dall'uragano hanno lasciato decine di comunità isolate, abitazioni danneggiate e coltivazioni devastate nelle province di Holguín, Santiago di Cuba, Las Tunas e Granma.

Secondo i dati dell'Istituto di Meteorologia, Melissa, che ha raggiunto la categoria 5 nella scala Saffir-Simpson prima di toccare terra, ha attraversato l'oriente cubano con venti superiori ai 160 km/h e accumuli di pioggia che, in alcuni punti di Holguín, hanno superato i 335 millimetri, causando inondazioni e straripamenti di fiumi.

Il uragano ha lasciato il territorio nazionale lungo la costa nord di Holguín, vicino a Banes, diretto verso sud-ovest dell'Atlantico, ma le sue bande di pioggia continuano a colpire l'est del paese, dove il terreno saturo mantiene un alto rischio di frane e inondazioni costiere.

Nonostante questa situazione, le autorità insistono nel parlare di "preparazione" e "organizzazione".

Tuttavia, nei comuni più colpiti, le testimonianze dei residenti ritraggono un'altra realtà: abitazioni senza tetto, pali elettrici abbattuti, strade interrotte e una popolazione senza acqua potabile, elettricità né cibo sufficiente.

Mentre gli organismi ufficiali rilasciano rapporti con toni di controllo e autocompiacimento, la crisi strutturale del paese aggrava l'impatto di ogni evento meteorologico.

I sistemi fognari e di drenaggio deteriorati collassano con le prime piogge; i tetti in fibrocemento e zinco, corrosi dagli anni senza manutenzione, non resistono ai venti; e i centri di evacuazione, per lo più scuole adattate, mancano delle condizioni minime per accogliere migliaia di sfollati.

Melissa ha messo di nuovo in evidenza la vulnerabilità estrema dell'infrastruttura cubana e la precarietà dei meccanismi di risposta dello Stato.

Nonostante il discorso ufficiale che applaude la "solidarietà e la disciplina del popolo", i cittadini continuano a affrontare queste emergenze praticamente da soli, con mezzi improvvisati e senza risorse basilari per ricostruire le loro vite.

Con l'uragano ormai allontanatosi verso nord-est, la Difesa Civile annuncia la fine dell'allerta in alcune province, ma nell'oriente cubano la normalità sembra essere ancora lontana.

Il paese entra ora in una fase di recupero che, come tante altre volte, dipenderà più dall'impegno individuale e comunitario che dall'efficacia delle istituzioni.

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