Il governo difende le sue misure di protezione per i parchi solari: “Sono le norme”

La Unión Eléctrica di Cuba difende le sue misure per proteggere i parchi solari di fronte all'uragano Melissa, nonostante le critiche sulla loro efficacia. Assicurano di rispettare le norme internazionali e di resistere a venti forti.

Pannelli solari a Holguín assicurati con nastri di plastica in previsione dell'arrivo dell'uragano Melissa.Foto © Facebook/Unión Eléctrica UNE

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Mientras el uragano Melissa colpisce con forza il Caribe dopo aver toccato terra in Giamaica come un potente sistema di categoria 5, con venti fino a 295 chilometri all'ora, l'Unione Elettrica di Cuba (UNE) ha difeso le misure di protezione applicate nei parchi solari dell'isola, assicurando che si tratta di azioni “adeguate alle norme internazionali”.

La pubblicazione dell'ente statale arriva dopo un'ondata di critiche e derisioni suscitate dalle immagini di pannelli solari "legati" con nastri di plastica nel parco Serones II, a Holguín, e in altre strutture dell'oriente cubano.

Captura di Facebook/Unión Eléctrica UNE

Le foto, condivise dalle stesse autorità, hanno suscitato incredulità e sfiducia tra gli utenti del web, che hanno messo in dubbio l'efficacia di tali misure di fronte a un fenomeno di tale portata.

In maggio di quest'anno, la UNE ha affermato che i sistemi fotovoltaici a Cuba “rispondono alle normative tecniche stabilite dai produttori e alle norme internazionali vigenti”, e che le strutture sono progettate per resistere a venti fino a 228 chilometri all'ora, secondo il libro “Energia Fotovoltaica per Cuba” del professor Daniel Stolik, pioniere nello sviluppo di questo tipo di progetti nel paese.

L'organismo ha spiegato che i parchi solari del territorio nazionale sono configurati in modo da “favorire la resistenza al vento”, grazie alla loro bassa altezza, all'inclinazione verso sud, alla disposizione in file e, in alcuni casi, alla protezione naturale del rilievo.

Il Centro Nazionale degli Uragani (NHC) ha confermato questo martedì che Melissa ha colpito il sud-ovest di Giamaica, vicino a New Hope, con venti massimi sostenuti di 295 km/h e una pressione centrale di 892 millibar, qualificandola come “una delle più potenti nella storia dell'Atlantico”.

L'agenzia statunitense ha avvertito di venti catastrofici, mareggiate cicloniche e inondazioni improvvise, e ha esortato i residenti a rimanere al sicuro.

Mentre il ciclone avanza lentamente verso nord-est e minaccia di avvicinarsi all'oriente cubano, molti cittadini osservano con una miscela di timore e scetticismo le risposte ufficiali.

Sui social media, le frasi di “impegno e responsabilità” contrastano con la genuina preoccupazione di coloro che si chiedono se, stavolta, la prevenzione resisterà tanto quanto le consigne.

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