Colpo al portafoglio dei cubani in Messico: il governo vuole raddoppiare i prezzi delle pratiche migratorie

La riforma della Legge Federale sui Diritti in Messico raddoppia i costi delle pratiche migratorie, danneggiando i cubani residenti o in fase di regolarizzazione.

Cubani bloccati in Messico (Immagine correlata)Foto © Jovann Silva/Facebook

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Il Governo del Messico ha dato un nuovo colpo al portafoglio dei migranti, approvando una riforma che raddoppia i costi delle pratiche migratorie, una misura che colpirà direttamente i cubani che vivono nel paese o cercano di regolarizzare il loro status.

Secondo Aristegui Noticias e El Economista, la Camera dei Deputati ha approvato mercoledì la riforma alla Legge Federale sui Diritti (LFD), inclusa nel Pacchetto Economico 2026, con 352 voti favorevoli e 133 contrari.

Il decreto, promosso dalla presidente Claudia Sheinbaum, è stato inviato al Senato per la revisione finale.

La riforma aggiorna e aumenta le tariffe che lo Stato messicano addebita per i servizi pubblici in materia migratoria, aeroportuaria, finanziaria, sanitaria e culturale, con una previsione di incasso superiore a 157 miliardi di pesos.

Nel campo migratorio, gli aumenti sono drammatici:

  • Il costo per visitatori stranieri senza permesso di lavoro aumenterà da 860 a 983 pesos.
  • Per residenti temporanei, le tariffe raddoppiano praticamente, passando da 5.328 a 11.740 pesos per un anno; da 7.984 a 16.693 pesos per due anni; da 10.112 a 21.142 pesos per tre anni; e da 11.984 a 25.907 pesos per quattro anni.
  • In the case of residenti permanenti, il pagamento passerà da 6.494 a 13.578 pesos.
  • Inoltre, vengono introdotti nuovi addebiti, come il diritto di autorizzazione per visitare imbarcazioni in navigazione d'altezza, che avrà un costo di 297,89 pesos, e il formato di autorizzazione per l'uscita dal paese di bambine, bambini o persone sotto tutela giuridica, che costerà 294 pesos.

Sebbene siano previsti sconti del 50% in alcuni casi umanitari —come riunificazione familiare o inviti culturali—, organizzazioni e legislatori dell'opposizione ritengono che la riforma colpisca in particolare i migranti in situazioni vulnerabili, inclusi migliaia di cubani che vivono in Messico senza uno status stabile o che devono rinnovare la loro residenza ogni anno.

Il testo passa ora al Senato messicano, che dovrà decidere se ratificare o modificare gli aumenti.

Secondo il quotidiano La Razón de México, il Senato della Repubblica ha ricevuto giovedì scorso le minutas con il progetto di decreto che riformano il Codice Fiscale della Federazione e la Legge Federale sui Diritti, approvate in precedenza dalla Camera dei Deputati come parte del Pacchetto Economico 2026.

La presidente della Mesa Direttiva del Senato, Laura Itzel Castillo Juárez, ha comunicato che questi provvedimenti saranno assegnati alle commissioni per la loro analisi e discussione nelle commissioni congiunte di Studi Legislativi e Finanze, dove dovranno essere esaminati prima della loro eventuale votazione in aula.

“La strada per approvarle è che passeranno alle commissioni. Sarà per la prossima settimana, lo faremo il prima possibile. Certo, dovranno discuterne nelle commissioni unificate di Studi Legislativi e Finanze”, ha spiegato la senatrice in dichiarazioni ai media, citata da La Razón.

In città come Tapachula, Città del Messico, Mérida e Cancún, dove risiede una numerosa comunità cubana, questi aumenti rappresenterebbero una spesa insostenibile per coloro che lavorano nell'economia informale o dipendono dalle rimesse familiari.

La misura colpisce anche coloro che intendono emigrare in Messico o stanno aspettando una risposta dalla Commissione Messicana per l’Assistenza ai Rifugiati (COMAR), poiché aumenta i costi delle pratiche e prolunga i processi di regolarizzazione.

Da mesi, il Messico ha inasprito la sua politica migratoria, sotto pressione degli Stati Uniti, aumentando le deportazioni, riducendo i permessi di soggiorno e restringendo la mobilità interna dei migranti.

Questo aumento delle tariffe rafforza questa tendenza, aggiungendo un onere economico a coloro che già affrontano precarietà e mancanza di protezione legale.

Mentre il governo sostiene che la misura mira a “adeguare le tariffe al costo reale dei servizi pubblici”, l'opposizione ha qualificato la riforma come una legge di prelievo e regressiva.

La deputata panista Noemí Luna ha denunciato che gli aumenti “colpiscono direttamente i migranti e i settori più poveri”, mentre il deputato del partito Movimento Ciudadano, Eduardo Gaona, ha avvertito che la legge “viola i diritti umani e rende più costoso l'accesso alla cultura e alla mobilità”.

La riforma include anche aumenti nei prezzi di accesso a musei, aree archeologiche e servizi aeronautici, alcuni con incrementi superiori al 100%, interpretati come una strategia di raccolta fondi generalizzata.

Il testo passa ora al Senato messicano, che dovrà decidere se ratificare o modificare gli aumenti.

Nel frattempo, i cubani in Messico temono che il costo per rimanere legalmente nel paese diventi inaccessibile, in un contesto di inflazione, salari bassi e ostacoli burocratici che rendono già molto difficile la loro vita in esilio.

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Redazione di CiberCuba

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