Il MINSAP riporta una cifra "ufficial" di cubani deceduti per dengue e aggiorna la situazione epidemiologica nel paese

La quantità riportata risulta molto bassa rispetto alla realtà sul campo.

Viceministra della Salute Pubblica di CubaFoto © Facebook/Lázaro Manuel Alonso

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El Ministero della Salute Pubblica di Cuba (MINSAP) ha riconosciuto ufficialmente questo mercoledì la morte di tre persone a causa del dengue dall'inizio del 2025.

La cifra -molto bassa- rappresenta il primo riconoscimento ufficiale di morti per arbovirosi quest'anno, dopo settimane di silenzio istituzionale e smentite pubbliche di fronte a report di cittadini che avvertivano di un aumento di casi gravi, specialmente nella provincia di Matanzas.

L'informazione è stata confermata dalla viceministra della Salute Pubblica, dottoressa Carilda Peña García, durante un'intervento presso i mezzi di comunicazione ufficiali, in cui ha anche fornito un aggiornamento sulla circolazione delle malattie virali trasmesse da vettori nel paese.

Una cifra bassa dopo settimane di negazione

I tre decessi per dengue sono stati supportati - secondo Peña - da studi necrologici e da una diagnosi clinica precedente.

Neppure la viceministra né i media che hanno coperto le sue dichiarazioni hanno fornito dettagli riguardo le età, le province o le condizioni cliniche dei deceduti, il che mantiene un' opacità preoccupante attorno alla gestione della crisi.

Fonte: Cattura di Facebook/Lázaro Manuel Alonso

Il riconoscimento, tuttavia, segna un cambiamento sostanziale rispetto a quanto affermato da altre figure chiave del settore nelle settimane precedenti.

Circolazione virale in espansione: Dengue, Chikungunya e Oropouche

Peña García ha confermato che attualmente circolano a Cuba tre arbovirosi attive: dengue, chikungunya e febbre di Oropouche.

Indicò che il dengue è presente in 12 province, mentre il chikungunya ha trasmissione in otto.

Riguardo a quest'ultimo, ha indicato che i primi casi sono stati rilevati a luglio nel consiglio popolare Spagna Repubblicana, nel comune di Perico, a Matanzas, ma la malattia si è già diffusa in altri territori.

La febbre di Oropouche, da parte sua, sarebbe in fase di diminuzione.

I sintomi generali includono febbre, mal di testa, malessere generale e infiammazione articolare.

Nel caso del chikungunya, può protrarsi in forma cronica fino a 90 giorni. "Le maggiori evidenze di casi gravi o critici sono associate al dengue", ha puntualizzato.

Ingresso domestico e risorse limitate

In merito al protocollo di assistenza, la vice ministra ha spiegato che l'accesso domiciliare rimane un'opzione per i pazienti senza comorbidità, riservando il ricovero per le persone con altre patologie.

Sebbene questa misura possa essere interpretata come un modo per decongestionare gli ospedali, nella pratica ha generato preoccupazione e segnalazioni da parte di pazienti che sono rimasti senza assistenza a casa, privi di follow-up e di risorse mediche adeguate.

Peña ha anche avvertito sulle condizioni che favoriscono la proliferazione delle zanzare - il deterioramento dell'igiene comunale e l'aumento delle piogge - e ha sottolineato che le risorse per la disinfestazione e il controllo del vettore “sono destinate ai luoghi dove ci sono evidenze di trasmissione”.

L'affermazione mette in evidenza una limitazione evidente nella disponibilità di insetti, combustibile e personale tecnico, il che influisce negativamente sulle aree non prioritarie.

Una narrativa ufficiale in crisi

L'annuncio delle tre morti arriva dopo settimane di contraddizioni nella narrazione ufficiale.

Il 8 ottobre, il direttore dell'Epidemiologia a livello nazionale, dottor Francisco Durán García, ha categoricamente negato che si siano verificati decessi per arbovirosi, e ha smentito come false le notizie che menzionavano “11 morti in una notte” a Matanzas.

Un giorno dopo, il ministro della Salute Pubblica, José Ángel Portal Miranda, ha dichiarato in una riunione con le autorità del Partito Comunista che “non ci sono morti a Matanzas per questa malattia. Né ci sono casi gravi né critici”; e ha assicurato che “nessuno può nascondere un'epidemia né i morti”.

La rivelazione oggi di tre decessi -anche se non sono stati direttamente collegati a Matanzas- mette in dubbio la trasparenza delle autorità e rafforza la percezione di una politica informativa basata sul controllo narrativo, piuttosto che sulla verità sanitaria.

Altre malattie in circolazione

Oltre alle arbovirosi, la vice ministra ha informato sulla circolazione di virus respiratori stagionali e focolai di epatite A in popolazioni chiuse, senza fornire ulteriori dettagli.

Il richiamo finale di Peña García è stato a non sottovalutare i sintomi: “È imprescindibile andare dal medico al manifestarsi di sintomi febbrili aspecifici”, ha affermato.

Tuttavia, la raccomandazione si scontra con la realtà quotidiana: lunghe code, mancanza di reagenti e il rifiuto di accettare pazienti fanno parte del panorama segnalato in diversi territori, dove la saturazione del sistema impone barriere per rispettare tale indicazione di base.

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