Cubana con I-220A negli Stati Uniti emoziona con un potente messaggio dopo anni senza residenza: "Non mi romperanno"

Una cubana negli Stati Uniti commuove su TikTok con il suo messaggio di forza nel processo migratorio con l'I-220A, ispirando la comunità migrante a continuare a lottare per i propri sogni.

Cubana negli Stati UnitiFoto © TikTok / @my.hope2023

Desde Houston, una cubana ha conmovido a miles en TikTok al condividere un messaggio di forza e speranza in mezzo al suo processo migratorio con I-220A, un documento che segna coloro che sono sotto sorveglianza dell'immigrazione senza status legale.

"Passare per il controllo dell'immigrazione non mi ha spezzato, avere appuntamenti ogni anno non mi ha spezzato e non mi spezzerà", dice la donna mentre accende un fuoco di legna e prepara una caldosa come nella sua natia Cuba. Il video, pubblicato dall'utente @my.hope2023, ha toccato profondamente la comunità migrante.

Anche se rende conto dell'amarezza di vivere senza una residenza, sogna il giorno in cui la busta con scritto "Welcome to USA" arriverà nella sua cassetta postale con la tanto desiderata carta verde. "Quel giorno dirò: grazie per non esserti arreso, grazie per aver lavorato e studiato instancabilmente", esprime. Nel frattempo, assicura che continuerà a lottare e a costruire l'eredità che vuole lasciare ai suoi figli.

Il video ha generato un'onda di solidarietà tra i cubani in situazioni simili, specialmente quelli con I-220A. “Solo noi sappiamo cosa si soffre dietro ogni giornata”, ha commentato un'utente. Altri messaggi la definiscono "guerriera", "esempio" e "fonte di ispirazione".

La protagonista insiste en che, anche se la vita cambia, le radici non si perdono: “Fare una caldosa mi connette con ciò che sono. E quando arriverà quel giorno, quando avrò la mia green card, mi metterò una mano sulla spalla e dirò: ora sì, verso la cittadinanza”

La sua storia riflette lo sforzo silenzioso di centinaia di migranti cubani che, nonostante l'incertezza legale, non rinunciano ai loro sogni né alla loro identità.

Domande frequenti sul processo migratorio I-220A per cubani negli Stati Uniti.

Che cos'è il modulo I-220A e cosa implica per i migranti cubani?

Il modulo I-220A è un documento di libertà vigilata utilizzato dal Servizio di Immigrazione degli Stati Uniti. Questo documento non garantisce uno stato legale né benefici migratori immediati, rappresentando un limbo legale per migliaia di cubani arrivati negli ultimi anni. Questi migranti rimangono sotto sorveglianza dell'immigrazione mentre attendono una risoluzione giudiziaria sui loro casi.

Come influisce lo status I-220A sulla vita dei cubani negli Stati Uniti?

Per molti cubani, lo stato I-220A significa vivere in un limbo legale, senza la possibilità di un lavoro stabile né certezza sul proprio futuro. I migranti affrontano paure, attese e incertezze per anni mentre aspettano una risoluzione alla loro situazione migratoria. Tuttavia, molti sono riusciti a progredire, imparare l'inglese, ottenere licenze lavorative e costruire una vita nonostante le difficoltà.

Quali messaggi di speranza condividono i migranti cubani con I-220A?

A través di piattaforme come TikTok, molti cubani con I-220A condividono messaggi di perseveranza e speranza. Questi messaggi sottolineano l'importanza di non arrendersi e continuare a lottare per i propri sogni, nonostante le difficoltà legali. Storie di successo e superamento diventano simboli di fede per altri migranti che sperano in una risoluzione simile.

Esistono casi di successo di migranti con I-220A che hanno ottenuto la residenza negli Stati Uniti?

Sí, sono stati documentati casi di cubani con lo status I-220A che sono riusciti a ottenere la residenza permanente dopo anni di attesa. Queste storie rinnovano la speranza di molti che attendono ancora una risposta definitiva. Tuttavia, non esiste una procedura standardizzata né una garanzia legale per tutti i casi, il che rende ogni storia di successo un motivo di celebrazione collettiva.

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Izabela Pecherska

Redattrice di CiberCuba. Laureata in Giornalismo presso l'Università Rey Juan Carlos di Madrid, Spagna. Redattrice per El Mundo e PlayGround.