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L'allerta per la scomparsa della cubana Alicia María Montes de Oca Pérez, conosciuta come La China, è stata chiusa questo venerdì per errore.
Nelle ultime ore, un familiare ha comunicato che la donna era stata localizzata viva, ma l'Osservatorio di Genere Alas Tensas (OGAT) ha successivamente chiarito su Facebook che l'informazione era falsa e che la ricerca rimane attiva.
Il caso, aperto dal 24 agosto scorso, riflette nuovamente la confusione che può esistere a causa dell'abbandono e della mancanza di protocolli ufficiali per affrontare le scomparse a Cuba.
Lamentablemente, l'assenza di Alicia, di 45 anni, continua a tenere in sospeso la sua famiglia e i vicini di Guantánamo da più di un mese.
Segnali distintivi e aspetto della persona scomparsa
A 45 anni, di carnagione olivastra, magra, con capelli brizzolati e occhi castani, è stata vista l'ultima volta vestita con una gonna bianca e una blusa rosa. Da allora, non si hanno più notizie di lei.
"No ha tatuaggi né nei nei visibili, ma ha i denti pronunciati", ha dettagliato un familiare a OGAT.
Il suo caso è realmente grave, poiché la donna è stata diagnosticata con una nevrosi depressiva, ma ha interrotto il suo trattamento più di un anno fa.
In merito alla disinformazione, Alas Tensas ha ricordato che a Cuba le autorità non collaborano nei casi di persone scomparse; l'unica risposta proviene dai media indipendenti, da attivisti e dalla stessa cittadinanza, che si assumono il compito di diffondere dati e coordinare sforzi.
Desprotezione e abbandono delle persone con malattie mentali
Il caso di Alicia María rivela una doppia crisi: l'insicurezza crescente e la mancanza di protezione per le persone con malattie mentali a Cuba, dove la carenza di farmaci è cronica.
Senza accesso a farmaci né a programmi di supporto statale, i malati ricadono con maggiore frequenza ed è responsabile delle conseguenze delle famiglie - già sovraccariche e senza risorse.
L'assenza di un sistema di salute mentale minimamente funzionale trasforma ogni ricaduta in un rischio di scomparsa, violenza o totale abbandono.
Inazione della polizia di fronte alle scomparse nell'Isola
Nel frattempo, la Polizia mostra la stessa inattività che in tanti altri casi di scomparsa. Non esistono meccanismi di allerta immediata, né coordinamento pubblico per le ricerche.
Lontano dall'attivarsi in modo efficace, le autorità tendono ad agire tardi e in modo disarticolato, lasciando che siano i familiari stessi a ricorrere a Facebook, WhatsApp e reti comunitarie per organizzarsi.
Questa mancanza di risposte istituzionali aggrava un clima di insicurezza che si percepisce già in tutta l'Isola.
Il caso di Alicia Montes de Oca è, quindi, un riflesso di un paese in cui la vita quotidiana si svolge tra l'incertezza delle strade violente e il collasso di un sistema sanitario incapace di assistere i più vulnerabili.
Mentre il regime investe in propaganda politica, migliaia di famiglie cubane vivono l'angoscia di cercare i propri cari senza un supporto reale, con la speranza riposta unicamente nella solidarietà cittadina.
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