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Il segretario del Partito Comunista a Matanzas, Mario Sabines Lorenzo, ha sorpreso questa domenica con una inusuale autocritica sulle fiere agroalimentari della provincia, ammettendo pubblicamente che “non siamo soddisfatti” dello loro sviluppo, nonostante vengano pubblicizzate come uno dei principali canali di vendita di alimenti a Cuba.
In un post su Facebook, il dirigente ha riconosciuto irregolarità che fanno parte della quotidianità dei cubani, come la violazione dei prezzi approvati, il mancato rispetto dei piani produttivi, l'accaparramento da parte dei rivenditori e il limitato impatto delle vendite digitali. Ha anche sottolineato che “non concorrano tutte le forme produttive” e che non si raggiungono le tonnellate di radici previste.
Anche se è detto che "si sta lavorando per affrontare ed eliminare queste distorsioni", Sabines non ha offerto soluzioni concrete né tempistiche per risolvere i problemi che lui stesso ha descritto.
Tuttavia, ogni domenica i matanceros affrontano la loro realtà nella fiera di Plaza del Tenis, per fare un esempio. Lì, un cartone di uova può arrivare a costare 3.000 pesos, mentre la carne di maiale viene venduta a 750 pesos al chilo, prezzi che risultano proibitivi per la maggior parte delle famiglie, colpite dall'inflazione e dai salari stagnanti.
Le fiere, presentate ufficialmente come un'alternativa per alleviare la scarsità, sono diventate palcoscenici dove regna il disordine. I testimoni descrivono l'esperienza come “un viaggio nel vecchio west”, con ispettori che improvvisano limiti di prezzo e consumatori che segnalano inganni.
Il volto più duro della crisi
Oltre ai prezzi elevati, le fiere hanno anche rivelato il lato più doloroso della crisi cubana. All'inizio di agosto, un'intera famiglia è stata vista dormire sotto una piattaforma della fiera a Matanzas, nutrendosi dei rifiuti lasciati dai camion di prodotti alimentari.
La scena, condivisa sui social media, ha messo a nudo la miseria e l'abbandono ufficiale in un paese dove, secondo lo stesso governo, oltre 300.000 persone vivono in condizioni di vulnerabilità.
Le parole di Sabines riflettono un cambiamento poco consueto nella retorica ufficiale, dove le critiche tendono a essere indirizzate verso fattori esterni o il blocco degli Stati Uniti. Tuttavia, la mancanza di proposte concrete mantiene la distanza tra il discorso politico e la vita reale dei cubani.
Mentre il Partito ammette irregolarità, i prezzi continuano a lievitare e la povertà diventa sempre più visibile nelle fiere agroalimentari di Matanzas e di tutto il paese, dove i consumatori lottano per sopravvivere in un mercato che viene presentato come “vittoria”, ma che molti percepiscono come la conferma della sconfitta quotidiana.
Domande frequenti sulle fiere agropecuarie e la crisi alimentare a Cuba
Quali irregolarità ha ammesso il segretario del Partito a Matanzas riguardo alle fiere agropecuarie?
Il segretario del Partito Comunista di Matanzas, Mario Sabines Lorenzo, ha ammesso irregolarità come la violazione dei prezzi approvati, il mancato rispetto dei piani produttivi, l'accaparramento da parte dei rivenditori e il limitato impatto delle vendite digitali. Sebbene abbia riconosciuto questi problemi, non ha offerto soluzioni concrete né scadenze per risolverli, il che riflette una disconnessione tra il discorso politico e la realtà dei cubani.
Come influisce la crisi economica sulle fiere agropecuarie a Matanzas?
La crisi economica ha trasformato le fiere agricole in scenari di disordini, con prezzi elevati che sono proibitivi per la maggior parte delle famiglie cubane. Ad esempio, un cartone di uova può costare fino a 3.000 pesos e la carne di maiale 750 pesos al chilo. Questi prezzi riflettono l'inflazione e il blocco salariale che colpiscono la popolazione.
Quale immagine riflette l'esperienza di una famiglia che dorme sotto una piattaforma a Matanzas?
L'immagine di una famiglia che dorme sotto una palizzata e si nutre di avanzi in una fiera agropecuaria di Matanzas riflette la miseria e l'abbandono ufficiale a Cuba. Questa scena smentisce qualsiasi narrazione di protezione sociale ed espone la grave situazione di vulnerabilità in cui vivono più di 300.000 persone nel paese, secondo dati dello stesso governo.
Quali misure ha adottato il governo cubano di fronte alla crisi alimentare?
Il governo cubano ha tentato di implementare fiere alimentari come soluzione paliativa, ma queste non affrontano i problemi strutturali della crisi alimentare. Il regime ha ammesso che ciò che sarà più probabile ci sarà in ogni territorio è ciò che si riuscirà a produrre localmente, il che riflette un fallimento del modello agricolo centralizzato e un'incapacità di garantire l'accesso a cibi di base.
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