Cubane tra le 23 donne salvate da una rete di tratta a Cancún: Ecco come funzionava il business

Il caso mette nuovamente in evidenza la vulnerabilità delle donne migranti di fronte alle reti di sfruttamento sessuale in Messico.

Momento in cui sono state salvate le 23 donneFoto © Collage Captura di X/FGE Quintana Roo

Un gruppo di 23 donne vittime di tratta di esseri umani, tra cui tre cubane, è stato salvato nella città messicana di Cancún durante un'operazione congiunta della Procura Generale dello Stato (FGE) di Quintana Roo, della Guardia Nazionale e della Polizia Municipale di Benito Juárez.

Il primo operativo è stato eseguito in un bar situato all'angolo tra l'avenida José López Portillo, l'avenida Tulum e la Calle 7, nella Supermanzana 64.

In quel sito, le autorità hanno trovato dieci donne: sette messicane e tre di nazionalità cubana, che si trovavano in una situazione di "vulnerabilità estrema", come dettagliato dalla stampa messicana.

Le indagini preliminari hanno rivelato che le vittime erano costrette a convivere con i clienti, in un meccanismo di sfruttamento in cui dovevano consumare bevande alcoliche con loro.

Per ogni coppa venduta (200 pesos) e ogni birra (400 pesos), metà del denaro veniva trattenuto dal locale. Quella facciata nascondeva una rete di prostituzione forzata.

Inoltre, le donne erano costrette a prestare servizi sessuali per i quali si richiedevano 1.000 pesos, dei quali il presunto sfruttatore Javier “N” pretendeva anche altri 1.000 pesos se qualche cliente desiderava che la donna uscisse dal locale.

Il soggetto è stato arrestato sul luogo. Tra i suoi beni sono stati trovati un telefono cellulare, denaro contante, preservativi e una sostanza bianca con caratteristiche simili al crack.

Secondo cateo: Prostibolo nascosto nelle case della Supermanzana 66

La seconda intervento si è svolto in due terreni della Supermanzana 66, identificati come i lotti 21 e 20A.

Lì sono state salvate 13 donne messicane.

Le dichiarazioni raccolte e i primi risultati hanno rivelato che in quel caso le vittime erano costrette a offrire servizi sessuali per 250 pesos, dei quali dovevano consegnare 50 pesos come commissione giornaliera a una donna incaricata, che raccoglieva tra i 36.000 e i 40.000 pesos settimanali.

Attenzione alle vittime e processo giudiziario

Le 23 donne salvate sono state trasferite presso le strutture della Procura Generale dello Stato per ricevere assistenza specializzata e integrale, compresa assistenza medica, psicologica e legale.

Le autorità hanno sequestrato gli immobili coinvolti e hanno apposto i sigilli di chiusura.

Javier “N”, l'uomo arrestato, è stato messo a disposizione del Ministero Pubblico e si prevede che nelle prossime ore venga definita la sua posizione giuridica.

Il materiale sequestrato in entrambe le operazioni sarà integrato nel fascicolo di indagine corrispondente, con l'obiettivo di rafforzare il processo legale in corso.

Donne cubane nelle reti di tratta a Cancún

Il traffico di persone a scopo di sfruttamento sessuale è stato documentato come una delle forme più diffuse di schiavitù moderna in Messico.

Sebbene la maggior parte delle vittime in questo caso fossero messicane, la presenza di tre donne cubane tra le salvate evidenzia il carattere transnazionale di queste reti di tratta di esseri umani.

Le donne migranti, specialmente quelle che si trovano in situazione irregolare o che hanno lasciato i loro paesi in cerca di migliori condizioni di vita, sono spesso un obiettivo per la tratta a scopo di sfruttamento sessuale, sotto false promesse di lavoro o assistenza.

Nel caso delle donne cubane, le testimonianze delle migranti rivelano come la vulnerabilità economica, la mancanza di documentazione e l'ignoranza del contesto vengano sfruttate da reti criminali per costringerle.

Cancún, come meta turistica di alta richiesta, è diventata uno dei punti chiave per queste reti, dove si camuffano dietro la facciata di bar e centri di intrattenimento notturno.

La Procura Generale dello Stato ha ribadito il suo impegno a combattere le pratiche che violano i diritti umani e ha esortato i cittadini a denunciare qualsiasi segnale di traffico di esseri umani.

Domande frequenti sulla tratta di persone a Cancún e il soccorso di donne cubane

Come operava la rete di tratta di persone a Cancún?

La rete di traffico a Cancún operava sotto la facciata di bar e centri notturni, dove le vittime erano costrette a socializzare con i clienti e a consumare bevande alcoliche. Le donne erano anche forzate a prestare servizi sessuali, trattenendo i trafficanti la maggior parte del denaro generato.

Quale ruolo svolgono le donne cubane nelle reti di tratta in Messico?

Le donne cubane sono particolarmente vulnerabili a essere catturate da queste reti a causa della loro situazione di migranti e della mancanza di documentazione. Vengono frequentemente ingannate con false promesse di lavoro e successivamente sfruttate sessualmente. Questo fenomeno è parte di un modello più ampio di sfruttamento delle donne migranti in Messico.

Quali misure hanno preso le autorità dopo il salvataggio delle donne a Cancún?

Dopo il salvataggio, le autorità hanno trasferito le donne alla Procura Generale dello Stato per ricevere assistenza medica, psicologica e legale. Gli immobili sono stati posti sotto sequestro e sono stati affissi sigilli di chiusura. Inoltre, è stato arrestato un individuo legato alla rete di tratta, che è attualmente sotto processo giudiziario.

Cosa rivelano le operazioni sulla presenza di reti transnazionali di tratta a Cancún?

Le operazioni a Cancún mostrano il carattere transnazionale delle reti di tratta, coinvolgendo vittime di diverse nazionalità, comprese quelle cubane. Questo riflette un grave problema di sfruttamento sessuale nelle destinazioni turistiche, dove queste reti trovano un ambiente favorevole a causa dell'alta affluenza di turisti e della domanda di servizi illegali.

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