È vietata la vendita di mele, occhiali e abbigliamento durante i carnevali di Bayamo

La misura, comunicata dalla polizia e poi rimossa dai mezzi ufficiali, ha suscitato critiche sui social media per il suo carattere ingiustificato e restrittivo.

Zona di carnevali a Bayamo, GranmaFoto © Facebook/CMKX Radio Bayamo

Attenzione, bayamesi! Se pensavate di portare mele, comprare un paio di occhiali da sole o indossare una maglietta nuova durante i carnevali della vostra città, è meglio che ci pensiate due volte.

Questo perché un ufficiale della Polizia Nazionale Rivoluzionaria (PNR) ha annunciato in televisione locale che è vietata la vendita di mele, occhiali e abbigliamento industriale durante i carnevali di Bayamo, che si svolgono dal 7 al 10 agosto.

“Si porrà attenzione speciale alle indiscipline commesse dai cittadini, come le indiscipline pubbliche, proferire parole oscene, rompere bottiglie di vetro e la vendita di occhiali, mele e anche di abbigliamento di fabbricazione industriale”, ha dichiarato l'uniformato in un'intervista trasmessa dalla televisione ufficiale CNCTV Granma.

La insolita lista di "divieti" ha lasciato sbalorditi molti cubani. Da quando vendere mele o occhiali rappresenta una minaccia per l'ordine pubblico? A quale logica risponde il divieto di articoli completamente innocui e, per molti, persino superflui, in un evento che dovrebbe essere festoso?

Come era da aspettarsi, il reportage di CNCTV è stato rimosso poco dopo la sua pubblicazione. Ma era già troppo tardi. Il giornalista cubano Rolando Nápoles, residente negli Stati Uniti, è riuscito a catturare il video originale e condividerlo, preservando così una testimonianza che rivela molto di più di una semplice goffaggine comunicativa, testimoniando il controllo ossessivo del regime su ogni aspetto della vita pubblica, anche su ciò che appare apparentemente banale.

Captura di Facebook/Facebook/CMKX Radio Bayamo

I carnevali di Bayamo non sono i soli a svolgersi in mezzo a una profonda crisi economica e energetica. Ogni territorio ha organizzato le proprie “festività” sotto coprifuoco, interruzioni di energia elettrica e restrizioni assurde.

In ogni caso, lo Stato cerca di mantenere l'illusione di normalità e “gioia popolare” mentre stringe le viti del controllo sociale.

Pero quello di Bayamo segna un nuovo livello nella follia. Proibire la vendita di mele in un'isola dove trovare un frutto è già un miracolo quotidiano sembra una crudeltà, e limitare occhiali o vestiti dice di più della paranoia statale che di una strategia seria per garantire la sicurezza.

Mientras il popolo sopravvive in mezzo alla scarsità, ai blackout e alla repressione, le autorità continuano a perfezionare un carnevale che, più che una festa, sembra una sfilata di assurdità.

Domande frequenti sulle proibizioni nei carnevali di Bayamo

Perché è stata vietata la vendita di mele, occhiali e vestiti nei carnevali di Bayamo?

La proibizione è stata annunciata da un ufficiale della Polizia Nazionale Rivoluzionaria (PNR), che ha indicato che si farà attenzione a certe indiscipline pubbliche. La misura sembra essere parte di un controllo ossessivo del regime sulla vita pubblica, anche se non è stato spiegato come questi articoli rappresentino una minaccia per l'ordine pubblico.

Come influisce la crisi economica di Cuba sui carnevali di Bayamo?

La crisi economica ed energetica di Cuba ha impattato le festività a Bayamo, che si svolgono in mezzo a blackout e mancanza di prodotti di base. Le autorità cercano di mantenere un'apparenza di normalità organizzando eventi festivi, nonostante le critiche per la disconnessione con le reali necessità della popolazione.

Quali tipi di restrizioni aggiuntive sono state osservate durante le festività a Cuba?

Negli recenti festeggiamenti in altre città di Cuba, come Santiago de Cuba, sono stati imposti coprifuochi e limitazioni orarie. Queste misure riflettono un tentativo del governo di controllare l'atmosfera festiva mentre affronta una crisi di legittimità e malcontento sociale.

Come risponde la popolazione cubana a queste restrizioni e festività in mezzo alla crisi?

La popolazione ha mostrato il proprio malcontento attraverso manifestazioni, come quelle avvenute a Bayamo nel maggio del 2025, dove sono state richieste soluzioni concrete ai problemi dei blackout e della carenza di cibo. Il popolo è sempre più frustrato per la mancanza di risposte vere alle proprie esigenze, e le festività vengono percepite come una distrazione di fronte alla crisi.

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Redazione di CiberCuba

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