
Video correlati:
Le cifre ufficiali dell'Osservatorio Cubano sulla Parità di Genere, ente affiliato al governo cubano, confermano che la violenza contro le donne è aumentata a Las Tunas nel 2024, con 22 casi registrati per motivi di genere, due in più rispetto all'anno precedente e il doppio della media nazionale, in una provincia che continua a non avere risposte efficaci di fronte a un problema che uccide, ferisce e silenzia.
Secondo l'Osservatorio, nel 2024 sono stati giudicati nei tribunali cubani 230 casi di reati sessuali, il che equivale a una percentuale di 5,42 ogni 100.000 donne. Di questi: 120 (2,83 ogni 100.000 donne) riguardano il reato di aggressione sessuale e 110 altri tipi di violenza sessuale (2,59 ogni 100.000 donne).
Le province con il maggior numero di casi di violenza sessuale sono state: L'Avana (51 con un tasso di 6,32), Las Tunas (22 con un tasso di 10,85) e Granma (21 con un tasso di 6,63).
Al riguardo, un sondaggio realizzato dal quotidiano ufficiale 26 ha mostrato che il 72% degli intervistati ritiene che le leggi attuali siano insufficienti o troppo morbide.
Quanto sopra evidenzia una domanda urgente di riforme legali, processi giudiziari più rapidi e una protezione reale e sostenuta per le vittime.
Il medesimo sondaggio ha rivelato un altro dato chiave: tra il 46 e il 55% delle persone intervistate crede che l'aumento dei casi sia anche correlato alla mancanza di denunce, motivata dalla paura, dalla sfiducia nelle istituzioni e dalla persistente stigmatizzazione sociale, fattori che trasformano ogni atto di violenza in una catena di impunità.
Non è di poca importanza che, anche da spazi ufficiali come l'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, si riconosca che ancora oggi molte donne vengono rivittimizzate quando osano denunciare, ricevendo domande come “E tu cosa hai fatto?”, una frase che racchiude decenni di maschilismo istituzionalizzato e normalizzazione dell'aggressione all'interno della famiglia.
preoccupa anche la naturalizzazione di quella violenza nella cultura popolare. Alcune risposte al sondaggio hanno mostrato come continui a resistere l'idea che “se la cercano”, colpevolizzando le vittime e perpetuando una visione patriarcale in cui la donna è vista come proprietà o premio, e non come soggetto pieno di diritti.
Considerò incoraggiante “che possiamo parlare di temi intorno ai quali fino a poco tempo fa si guardava dall'altra parte”.
Ha inoltre sottolineato l'importanza che il paese disponga di un Osservatorio Cubano sulla Parità di Genere, che informa anche sull'evoluzione dei femminicidi e, in generale, sulla violenza di genere nel nostro paese.
It would be advisable to consider having that data at the provincial and even municipal level, to identify and, especially, to prevent with greater precision something that should not exist, such as assaulting a woman simply for being one,” he emphasized.
Las Tunas ha un problema serio e urgente. Il machismo non è un'opinione né una tradizione: è una struttura che giustifica la violenza, normalizza l'abuso e trasforma il silenzio istituzionale in complice. La violenza di genere non si discute, si combatte. E a Cuba, c'è ancora molto da fare.
Le piattaforme indipendenti YoSíTe Creo en Cuba (YSTCC) e l'Osservatorio di Genere di Alas Tensas (OGAT) hanno confermato mercoledì un nuovo femminicidio avvenuto nei giorni scorsi a La Havana. L'ultimo crimine di matrice maschile porta a 22 il numero totale di cubane nell'isola uccise per motivi di genere dall'inizio del 2025.
Il sottoregistro effettuato dagli osservatori OGAT e YSTCC fino al 30 luglio è di 22 femminicidi, un omicidio di un uomo per motivi di genere e due tentativi di femminicidio.
Inoltre, si stanno indagando tre segnalazioni: una a Santiago di Cuba, una a Villa Clara e un'altra a Camagüey.
In 2024, 76 donne sono state vittime di femminicidio a Cuba, per mano dei loro partner, ex partner o altre persone, come ha rivelato il regime dell'isola in un recente rapporto ufficiale sulla violenza di genere estrema contro il sesso femminile.
Il Osservatorio di Cuba sulla Parità di Genere ha reso pubblica la cifra riferendola come il numero di donne di 15 anni e più che sono state "vittime di omicidio intenzionale (assassinio)" per motivi di genere, senza menzionare in alcun momento il termine femminicidio.
La cifra è molto superiore al sotto-registrato che l'anno scorso hanno fatto le piattaforme femministe indipendenti, che hanno documentato 56 femminicidi nel 2024, secondo il rapporto annuale pubblicato da OGAT.
Domande frequenti sulla violenza di genere a Las Tunas, Cuba
Come è evoluta la violenza di genere a Las Tunas durante il 2024?
Nel 2024, la violenza contro le donne a Las Tunas è aumentata, registrando 22 casi per motivi di genere, il che rappresenta il doppio della media nazionale. Questo incremento riflette la mancanza di risposte efficaci e l'urgente necessità di riforme legali e protezione per le vittime.
Quali sono le principali barriere per denunciare la violenza di genere a Cuba?
Le principali barriere includono la paura, la sfiducia nelle istituzioni e la stigmatizzazione sociale. Questi fattori perpetuano l'impunità e rendono difficile per le donne denunciare gli abusi. La mancanza di sostegno istituzionale e la rivittimizzazione contribuiscono anche al fatto che molte donne non denunciano.
Come affronta il governo cubano la problematica dei femminicidi?
Il governo cubano è stato criticato per la sua mancanza di trasparenza e azione di fronte ai femminicidi. Non riconosce ufficialmente il termine "femminicidio" e non ha classificato il reato nel suo Codice Penale. Nonostante la creazione di un registro non pubblico di femminicidi, questa opacità istituzionale limita l'accesso ai dati e rende difficile la prevenzione e la protezione efficace delle donne.
Che ruolo svolgono le piattaforme indipendenti nella documentazione dei femminicidi a Cuba?
Plataforme indipendenti come YoSíTeCreo a Cuba e l'Osservatorio di Genere di Alas Tensas hanno assunto il compito di documentare i femminicidi a causa della mancanza di trasparenza governativa. Queste organizzazioni lavorano con risorse limitate e affrontano una vigilanza costante, ma continuano a lottare per rendere visibili e chiedere giustizia per le vittime.
Archiviato in: