Sacerdote Alberto Reyes: "In Cuba ci sono persone che si alzano solo per rendere la vita più difficile al popolo."

"Si sono andate imponendo catene alla vita quotidiana: salari miserabili, ostacoli all'imprenditorialità privata, un'inflazione spietata, blackout eterni…"

Sacerdote cubano Alberto ReyesFoto © Captura di video di YouTube di Voces de Cuba

Il sacerdote cubano Alberto Reyes, noto per le sue critiche al regime, ha denunciato in modo dettagliato e incisivo la situazione di vulnerabilità sistematica che soffre il popolo cubano a causa della gestione deliberata del regime.

In un testo pubblicato su Facebook, Reyes ha commentato le vulnerabilità che sorgono a causa della cattiva gestione, dell'inefficienza e della mancanza di interesse da parte di coloro che governano, con leggi che mettono le persone a rischio di subire danni.

A suo avviso, il popolo cubano non è vulnerabile per natura, ma si è cercato di renderlo vulnerabile.

E ha dettagliato i meccanismi che lo Stato utilizza per raggiungere quella fragilità sociale: assenza dello Stato di diritto, indottrinamento dell'istruzione, illegalizzazione del pluripartitismo, monopolizzazione dei mezzi di comunicazione, persecuzione religiosa e condizioni economiche asfissianti.

Captura di Facebook / Alberto Reyes

"Dal punto di vista, in questo paese, ci sono persone che si alzano ogni giorno solo per pensare a come rendere la vita più difficile a questo popolo, come danneggiarlo, come ferirlo, come farlo diventare sempre più vulnerabile", ha dichiarato.

Nonostante questa diagnosi devastante, la pubblicazione non si limita alla denuncia. Il parroco camagüeyano conclude con un appello allo spirito di resistenza e speranza.

A seguire, CiberCuba condivide il testo integrale della pubblicazione:

Ho pensato… (121) di Alberto Reyes Pías

Ho riflettuto sulla vulnerabilità

Secondo il dizionario, una persona 'vulnerabile' è colei che è 'a rischio probabile di ricevere danno, ferita, lesione o attacco, fisico o emotivo'.

Ci sono persone vulnerabili a causa di fattori naturali: per la loro età, sia essa infantile o senile, per malattie fisiche o psicologiche, per aver attraversato situazioni emotive difficili...

Tuttavia, ci sono vulnerabilità che non nascono dalla natura, ma sorgono a causa della cattiva gestione della società, per le condizioni di vita generate dall'inefficienza e dalla mancanza di interesse di chi governa.

E ci sono anche vulnerabilità provocate consciamente, attraverso leggi che pongono i cittadini in quel 'rischio probabile di subire danno', vulnerabili perché le leggi li rendono vulnerabili.

Forse non è corretto dire che siamo un popolo vulnerabile, ma piuttosto che siamo un popolo al quale si è cercato di rendere vulnerabile, un popolo al quale si è voluto far apparire debole e indifeso.

Ci è stato privato dello 'Stato di Diritto', che è il principio sociale che stabilisce che tutte le persone e le istituzioni, incluso lo Stato, siano soggette alle leggi e agiscano secondo esse.

È un principio di protezione, perché impedisce alle persone di agire per capriccio, violando le norme sociali e arrecando danno ad altri, ma allo stesso tempo impedisce allo Stato di agire per capriccio, imponendo la propria volontà, soprattutto se essa è ingiusta.

A Cuba non esiste un sistema giudiziario indipendente dal potere dello Stato, e questo rende vulnerabile il cittadino, che una volta accusato da un organismo governativo, anche ingiustamente, sa che sarà condannato, come è il caso oggi di tante persone che negli ultimi anni sono scese in strada per chiedere libertà e sono state criminalizzate e incarcerate per questo.

Ci è stata negata la pluralità nell'istruzione e siamo stati costretti a inviare i nostri figli in centri dove l'insegnamento è legato all'adoctrinamento ideologico. È stato vietato alle istituzioni non governative di accedere al sistema educativo. E quando qualche famiglia ha tentato di separare i propri figli dall'istruzione statale ed educarli a casa, è stata criminalizzata per questo.

Ci è stata tolta la possibilità del pluripartitismo e si è messa al bando l'opposizione, che sono meccanismi che permettono il rinnovamento della società.

Hanno monopolizzato e controllato i mezzi di comunicazione sociale, ostacolando la libertà di espressione. E quando sono emersi i giornalisti indipendenti, e quando le persone hanno cominciato a esprimere le loro opinioni sui social media, è stato detto loro che avrebbero potuto essere puniti per questo.

Si è perseguitata le Chiese e le associazioni fraternali non governative. È stato controllato tutto il possibile, sono stati spiate, infiltrate, e si è tentato di fermare la loro incidenza nella società, perché sono spazi di verità e libertà.

Si sono aggiunte catene alla vita quotidiana: stipendi miserabili, ostacoli all'imprenditoria privata, un'inflazione spietata e incontrollata, i black-out eterni..

Da l'impressione che, in questo paese, ci sia gente che si alza ogni giorno solo per pensare a come rendere la vita più difficile a questo popolo, a come danneggiarlo, a come ferirlo, a come farlo diventare sempre più vulnerabile, con quella vulnerabilità che non deriva dalla natura, ma dalla volontà di coloro che non amano più il proprio popolo.

Ma a noi, a quelli che subiscono l'assalto continuo di queste onde, spetta ricordare che sempre, sempre, nonostante le ferite, possiamo rialzarci, possiamo combattere contro ciò che cerca di renderci vulnerabili.

Domande frequenti sulle critiche di Alberto Reyes al regime cubano

Perché Alberto Reyes critica il regime cubano?

Alberto Reyes critica il regime cubano per la vulnerabilità sistematica del popolo cubano, causata dalla cattiva gestione, dall'inefficienza e dalla mancanza di interesse dei governanti. Secondo lui, queste azioni hanno portato la popolazione a una situazione di disprotezione e precarietà.

Quali sono i meccanismi utilizzati dal regime cubano per mantenere il controllo sul popolo?

Il regime cubano utilizza l'assenza di Stato di Diritto, l'istruzione ideologica, la legalizzazione dell'unico partito, il monopolio dei mezzi di comunicazione e la persecuzione religiosa per mantenere il controllo sulla popolazione, secondo Alberto Reyes. Queste pratiche contribuiscono alla fragilità sociale e limitano le libertà individuali.

Come descrive Alberto Reyes la situazione economica a Cuba?

Reyes descrive la situazione economica a Cuba come una spirale di miseria, dove la fame e la mancanza di protezione sono evidenti. Denuncia la povertà strutturale, il mancato pagamento ai lavoratori, e il "corralito finanziario" che impedisce ai cubani di accedere ai loro risparmi in valuta estera, colpendo tutti i settori della società.

Quale messaggio di speranza offre Alberto Reyes al popolo cubano?

Alberto Reyes insiste nel fatto che, nonostante le avversità, il popolo cubano ha la capacità di resistere e lottare per un cambiamento. Nei suoi messaggi, incoraggia a preservare l'umanità, la bontà e la solidarietà, sottolineando che il cambiamento arriverà attraverso azioni concrete e la volontà dei cittadini.

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Redazione di CiberCuba

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