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L'11 luglio prossimo, cubani in esilio e attivisti per la libertà a Cuba organizzeranno una giornata informativa e una manifestazione a Madrid per commemorare il quarto anniversario delle storiche proteste dell'11J, in cui migliaia di cittadini sono scesi in strada nell'isola per chiedere libertà e la fine della dittatura di Miguel Díaz-Canel.
La attività, convocata dal Movimiento Acciones por la Democracia, si svolgerà nella Plaza de Santo Domingo, nel centro della capitale spagnola.
Dalle 12:00 di mezzogiorno fino alle 21:00, sarà allestita una tendone informativo, con attività e azioni volte a rendere visibile la situazione dei più di 1.500 prigionieri politici che rimangono nelle carceri cubane.
La giornata culminerà con una manifestazione commemorativa alle 20:00, in cui gli organizzatori sperano in una ampia partecipazione della comunità cubana e di sostenitori della causa democratica a Cuba.
"Vogliamo raccontare la vera storia di Cuba, quella che il regime ha tentato di silenziare, e mostrare come il popolo sia stato brutalmente represso solo per aver richiesto i propri diritti fondamentali," hanno affermato Evelyn Calderón e Diana Ángel Bello, membri del consiglio direttivo del movimento.
Il comunicato stampa denuncia che, quattro anni dopo l'esplosione sociale, persistono le violazioni dei diritti umani nell'isola, comprese le torture e gli scioperi della fame all'interno delle prigioni.
Critica anche il sostegno che, secondo gli organizzatori, continuano a fornire governi europei come quello della Spagna attraverso l'Accordo Politico di Cooperazione con Cuba.
Il Movimento Azioni per la Democrazia ha collegato la giornata a una denuncia più ampia contro i sistemi autoritari, affermando che “la Spagna sta subendo un processo antidemocratico e totalitario per mano del PSOE e dei suoi alleati, complici del modello delle dittature cubana e venezolana”.
Sotto slogan come “Libertà per i prigionieri politici!”, “Abbasso la dittatura Castro-Canel!” e “Patria, Vita e Libertà!”, la convocazione intende mobilitare la diaspora cubana e la società civile in difesa dei diritti umani e della democrazia sull'isola.
La settimana scorsa, il musicista e attivista Yotuel Romero ha inviato un messaggio toccante al popolo cubano, assicurando che lo spirito dell'11 luglio è ancora vivo. Secondo lui, un nuovo sollevamento popolare a Cuba potrebbe questa volta contare su un maggiore sostegno da parte del mondo.
“Le porte non si aprono sempre quando si tratta di raccontare la verità su Cuba, ma noi non ci siamo fermati. "Patria y Vida" non è solo un film: è un grido collettivo, una cicatrice aperta, una memoria che si rifiuta di morire,” ha dichiarato l'artista invitando le persone a partecipare alla presentazione del documentario l'11 luglio nelle sale cinematografiche della Florida.
Domande frequenti sulle manifestazioni per l'anniversario dell'11J a Madrid
Perché è stata convocata una manifestazione a Madrid per l'anniversario dell'11J?
La manifestazione è stata convocata dal Movimento Azioni per la Democrazia per commemorare il quarto anniversario delle proteste dell'11 luglio 2021 a Cuba. L'obiettivo è far emergere la repressione e i più di 1.500 prigionieri politici che sono ancora nelle carceri cubane ed esigere la fine della dittatura di Miguel Díaz-Canel.
Dove e quando si svolgerà la manifestazione a Madrid?
La manifestazione si terrà l'11 luglio in Piazza di Santo Domingo, nel centro di Madrid. Verrà allestito un gazebo informativo dalle 12:00 a mezzogiorno e la giornata si concluderà con una manifestazione alle 20:00.
Qual è la situazione attuale dei prigionieri politici a Cuba?
A dispetto di alcune liberazioni, oltre 1.500 persone continuano a essere detenute per motivi politici a Cuba. Le scarcerazioni sono limitate e non implicano un'amnistia, essendo piuttosto benefici penitenziari sotto condizioni rigorose che possono essere revocati in qualsiasi momento.
Quali critiche sono state mosse al regime cubano e all'Unione Europea in questo contesto?
I organizzatori della manifestazione criticano il sostegno dei governi europei, come quello della Spagna, al regime cubano attraverso l'Accordo Politico di Cooperazione. Si ritiene che l'accordo non abbia portato a miglioramenti nei diritti umani a Cuba e che perpetui il sostegno a un governo repressivo.
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