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L'attivista cubana Idelisa Diasniurka Salcedo Verdecia, esiliata negli Stati Uniti, ha lanciato un messaggio incisivo al leader Miguel Díaz-Canel, in seguito ai suoi auguri per la Giornata Internazionale dell'Infanzia, che molti considerano ipocriti e scollegati dalla dura realtà che vivono i bambini a Cuba.
"Signore, si pulisca la bocca prima di parlare dei bambini cubani", ha scritto Salcedo in un post su Facebook che si è rapidamente diffuso tra i cubani dentro e fuori dall'Isola.
"Quale infanzia, quale diritto? Quale felicità? Che cinismo il suo!" aggiunse. Nel suo post, disse anche di parlare a nome di "tutte le madri che non possono esprimere il loro sentimento da Cuba".
Il momento emotivo di Salcedo arriva in risposta diretta a un post sulla rete sociale X, dove Díaz-Canel ha celebrato la Giornata dell'Infanzia con un messaggio ottimista: "Dove mancano le risorse, che ci sia abbondanza di immaginazione. Il futuro lo merita. Viva la Giornata Internazionale dell'Infanzia".
La frase, che voleva ispirare creatività in mezzo alla scarsità, è stata duramente criticata da coloro che ricordano al dirigente che a Cuba i bambini affrontano una realtà diametralmente opposta: scarsità cronica di cibo, medicine, materiali scolastici e persino dolci, oltre a una crescente precarietà sociale.
Paradossalmente, lo stesso governo ha dovuto riconoscere di recente l'esistenza del lavoro infantile e della mendicità, fenomeni che, secondo il discorso ufficiale per decenni, erano stati eliminati dalla Rivoluzione.
Invece di assumersi una responsabilità diretta, Díaz-Canel ha incolpato le famiglie per quelli che ha definito atti di "sfacciataggine", evitando così di fare riferimento al collasso del sistema sociale ed economico del paese.
Storie come quella di Pablo, un adolescente di 16 anni che produce carbone vegetale per sostenere la sua famiglia, o quella di Cristian, un minorenne che taglia erba da vendere, illustrano le condizioni estreme a cui sono sottoposti molti bambini cubani per sopravvivere.
La critica di Idelisa Salcedo si conclude con un messaggio carico di indignazione e avvertimento: "Lei è un essere tanto bugiardo quanto sgradevole e spregevole. Si avvicina la fine e lei lo sa. Pagherà per tutti i crimini commessi! Lei non avrà perdono!".
In mezzo alla crisi economica e sociale che attraversa l'Isola, voci come quella di Salcedo riflettono il dolore, l'impotenza e la rabbia di migliaia di madri cubane che, sebbene silenziate all'interno del paese, trovano eco nell'esilio e sui social media.
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