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Il riconosciuto scrittore cubano Leonardo Padura si è espresso sulla revoca definitiva del parole umanitario da parte dell'amministrazione Trump e sulle ripercussioni che ciò ha sulle persone arrivate negli Stati Uniti attraverso quel programma.
In un'intervista all'agenzia EFE, Padura ha denunciato la crescente paura tra migliaia di immigrati cubani, molti dei quali, ha ricordato, "hanno venduto tutto per poter emigrare".
Il prestigioso intellettuale ha lamentato la situazione che i suoi connazionali stanno affrontando negli Stati Uniti, dove sono arrivati con visti concessi dal governo, e ora questi vengono revocati. "Alcuni hanno molta paura lì", ha sottolineato.
Raccontò un'aneddoto familiare che dimostra come l'attuale politica migratoria statunitense abbia fatto sì che molti cubani provino paura di viaggiare verso l'Isola.
Lo scrittore ha rivelato che suo fratello, che vive a Miami ed è cittadino statunitense, ha smesso di andare a Cuba di recente perché temeva di non poter tornare.
"Ho perso il compleanno di mia madre per paura," si lamentò.
Per Padura, l'arrivo di Trump alla Casa Bianca è stato un elemento catalizzatore di tutto ciò che sta accadendo, anche se "ci sono moltissimi altri processi difficili" nel mondo.
"Quello che stiamo vivendo sembra una distopia sociale," ha sottolineato.
Cuba: crisi, blackout e esilio
Sul suo paese, non ha nascosto il suo pessimismo. "È una crisi tremenda in tutti i sensi", ha affermato, riferendosi al deterioramento delle condizioni materiali, ai blackout costanti e all'esodo massiccio.
"Non so se sono in grado di comprendere la situazione attuale a Cuba", ha confessato.
Padura ha criticato le ultime politiche statunitensi nei confronti di Cuba, sia quelle di Joe Biden che quelle di Donald Trump.
Ha sottolineato che la decisione di quest'ultimo di reinserire l'Isola nella lista dei paesi che non collaborano nella lotta contro il terrorismo, con le rispettive sanzioni, ha profondamente colpito i cittadini comuni.
Infine, ha lanciato una dura riflessione sullo stato attuale del mondo, che confronta con una "distopia sociale", caratterizzata da conflitti globali, sorveglianza digitale estrema e un regresso delle libertà fondamentali, soprattutto nel mondo digitale.
Il ruolo dello scrittore e il suo prossimo romanzo
Durante il suo soggiorno nella capitale spagnola per partecipare alla Fiera del Libro, Padura ha parlato del suo prossimo romanzo.
"Morir en la arena", previsto per settembre, affronterà precisamente il "destino complicato" della sua generazione nella Cuba contemporanea. In essa, uno dei personaggi sceglie l'oblio come forma di sopravvivenza emotiva.
In tempi di guerra, sorveglianza ed esodo, Padura riafferma il suo impegno come scrittore: dire ciò che altri non possono o non osano dire.
Anche se il mondo somiglia sempre di più a un romanzo distopico, la sua voce critica continua a richiamare la memoria, la dignità e la verità.
Domande frequenti sulla situazione migratoria dei cubani negli Stati Uniti e sulla crisi a Cuba
Perché è stato revocato il permesso umanitario per i cubani negli Stati Uniti?
L'amministrazione di Donald Trump ha revocato il parole umanitario come parte di una politica migratoria più restrittiva, sostenendo che il programma non è riuscito a fermare la migrazione irregolare e ha sovraccaricato le risorse pubbliche. Questa decisione riguarda più di 530.000 persone da Cuba, Haiti, Nicaragua e Venezuela, lasciando migliaia a rischio di deportazione. Il parole umanitario era stato inizialmente promosso dall'amministrazione di Joe Biden per consentire l'ingresso temporaneo per motivi umanitari.
Come influisce la revoca del parole umanitario sui cubani negli Stati Uniti?
La revoca del parole umanitario ha generato paura e incertezza tra i cubani che potrebbero essere deportati, specialmente quelli che non soddisfano ancora il requisito di un anno e un giorno per applicare alla Legge di Regolazione Cubana. Inoltre, i diretti interessati perdono il permesso di lavoro e diventano privi di documenti, il che li rende deportabili. Migliaia di famiglie che hanno venduto tutto per emigrare ora affrontano la possibilità di tornare a una Cuba immersa in una crisi economica ed energetica.
Quali conseguenze ha la crisi a Cuba secondo Leonardo Padura?
Leonardo Padura descrive la situazione a Cuba come una "crisi tremenda", con un deterioramento delle condizioni materiali, blackout costanti e un esodo massiccio. Lo scrittore sottolinea che la marginalità, la violenza, la povertà e la disuguaglianza sono cresciute considerevolmente. La mancanza di investimenti e volontà da parte del governo ha portato al degrado dell'Avana, una città che, secondo Padura, necessita di una profonda trasformazione per migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti.
Quali sono le critiche di Leonardo Padura nei confronti del governo cubano e delle politiche statunitensi?
Leonardo Padura è stato critico sia nei confronti del governo cubano che delle politiche statunitensi verso Cuba. Padura si lamenta della mancanza di volontà di preservare L'Avana e critica le misure del regime che hanno contribuito al deterioramento della città e della morale dei suoi abitanti. Mette anche in discussione le politiche di Joe Biden e Donald Trump verso Cuba, in particolare l'inclusione dell'isola nella lista dei paesi che non collaborano nella lotta al terrorismo, il che ha avuto un impatto negativo sui cittadini comuni.
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