La crisi energetica a Cuba continua a mostrare segni di deterioramento giorno dopo giorno.
Así lo conferma quanto accaduto nelle ultime ore, quando la “uscita imprevista” di unità in Energas Boca de Jaruco ha portato la previsione iniziale di 1,530 MW di interruzioni di corrente alla realtà di un massimo di 1,717 MW. Il picco delle interruzioni si è raggiunto alle 22:30 di questo domenica.
La Unión Eléctrica (UNE) che in precedenza non si era data per intesa sui social riguardo all'evento di Mayabeque, ha indicato nel suo comunicato di oggi che l'impatto è stato “superiore a quanto pianificato a causa di un'uscita imprevista delle unità in Energas Boca de Jaruco a seguito dell’attivazione delle loro linee di uscita”.
Per il resto, come ormai è consueto, ieri il servizio delle 24 ore è stato interrotto e è rimasto interrotto per tutta la mattinata di oggi.
Stato attuale del SEN
La disponibilità del Sistema Energetico Nazionale (SEN) alle 7:00 era di 1.690 MW, la domanda di 2.920 MW, con 1.252 MW colpiti da deficit di capacità.
Si stima che intorno a mezzogiorno l'impatto sia di 1.300 MW, una cifra molto elevata.
La UNE ha indicato che attualmente un totale di otto unità termoelettriche sono fuori servizio: cinque per guasto e tre per manutenzione.
Sono guaste la Unità 6 della CTE Mariel, la 3 della CTE Santa Cruz, la 3 della CTE Cienfuegos, la 2 della CTE Felton e la 6 della CTE Renté.
Sono in manutenzione l'unità 2 della CTE Santa Cruz, l'unità 4 della CTE Cienfuegos e l'unità 5 della CTE Renté.
Ci sono 345 MW fuori servizio a causa di limitazioni termiche, così come i problemi eterni dovuti alla mancanza di carburante.
In questo concetto ci sono 49 centrali di generazione distribuita fuori servizio, il che influisce su 364 MW e 115 MW compromessi a causa della mancanza di olio nei motori della generazione distribuita
Il totale colpito da questa causa è di 479 MW.
Previsione per l'orario di punta
Secondo la UNE, per l'orario di punta si prevede l'entrata dell'unità 6 della CTE Mariel, con 100 MW, e l'entrata dell'unità 1 di Boca de Jaruco, così come "il completamento del ciclo combinato di questa stessa centrale che contribuirà complessivamente con 50 MW".
Con questa previsione, si stima una disponibilità per il picco di 1.840 MW e una domanda massima di 3.450 MW, per un deficit di 1.610 MW.
Se le condizioni previste dovessero mantenersi, si prevede un impatto di 1.680 MW durante l'orario di punta. Questa è la previsione, ma sarà necessario vedere quale sarà la realtà.
La eterna crisi a più
Le ultime ore sono state critiche nel panorama elettrico nazionale a Cuba, dopo un guasto di Energas, che, a seguito di altre complicazioni, ha portato alla messa fuori servizio della centrale di Boca de Jaruco, aumentando i blackout a livello nazionale.
“L'uscita imprevista dell'unità Energas Boca de Jaruco provoca spari automatici in diversi circuiti del paese. Si stanno indagando le cause dell'uscita”, ha scritto per primo su Facebook il giornalista ufficialista Lázaro Manuel Alonso.
Due ore dopo quella pubblicazione, che ha anche suscitato il malcontento dei cubani, il Ministero dell'Energia e delle Miniere (MINEM) ha spiegato quanto accaduto.
“Un guasto in una delle linee di uscita di Energas e l'attivazione delle altre 2 hanno messo fuori servizio l'impianto di Boca de Jaruco, provocando un aumento dell'impatto. Sono già in funzione quattro turbine a gas, la quinta entrerà gradualmente in servizio e successivamente la turbina a vapore”, ha precisato una nota pubblicata sul profilo Facebook del MINEM.
In diverse zone della capitale, meno abituate ai continui blackout notturni che le province soffrono da anni, si sono registrati cacerolazos in aree come El Vedado e Alamar.
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