Mientras il primo ministro cubano, Manuel Marrero Cruz, esalta sui social media la presunta forza del sistema sanitario cubano e fa i complimenti ai medici di famiglia per il loro ruolo nell'assistenza primaria, negli ospedali del paese la realtà è diversa, con pazienti oncologici che arrivano senza una diagnosi tempestiva, e in molti casi, senza accesso a trattamenti.
"La maggior parte di noi arriva tardi e molte volte non abbiamo trattamento", ha dichiarato il dottor Jorge Álvarez Blanco, capo del Gruppo Provinciale di Oncologia Medica a Sancti Spíritus, in un'intervista con il media ufficiale Escambray.
Le sue parole, cariche di preoccupazione e rassegnazione, ritraggono il collasso silenzioso di una specialità critica che, secondo quanto afferma lui stesso, è arrivata ad assorbire fino al 90% del budget ospedaliero in quella provincia.
In Sancti Spíritus, per esempio, si segnalano circa 2.000 nuovi casi di cancro ogni anno, e più di 1.000 decessi annuali per questa causa.
“La maggior parte dei tumori ci sta arrivando in fasi non curabili”, avverte Álvarez. Spiega che la diagnosi iniziale non ricade direttamente sulla oncologia, ma su altre specialità che, di fronte alla scarsità di mezzi diagnostici come le tomografie, spesso individuano i tumori in fasi avanzate.

Un esempio drammatico è offerto dal cancro del colon, che ha fino all'80% di probabilità di guarigione se diagnosticato in tempo. Ma molti casi arrivano quando il paziente presenta già un'ostruzione intestinale o metastasi epatiche, il che indica uno stadio 4, quasi irreversibile.
Una volta diagnosticato il cancro, il trattamento dovrebbe essere immediato e preciso. Tuttavia, secondo lo specialista, molti pazienti non possono essere operati in tempo e gli schemi di chemioterapia, che devono includere diversi farmaci simultaneamente, non possono essere completati a causa della mancanza di disponibilità.
“Molte volte non abbiamo il trattamento al momento opportuno. Gli schemi prevedono quattro farmaci e non ci sono sostituzioni possibili: sono i quattro o nessuno. Questo complica molto una malattia che non permette di aspettare”, lamenta il dottore.
Además, il 60% dei pazienti necessita di radioterapia, un servizio la cui copertura in Cuba è critica. Sebbene il paese disponga di otto unità di radioterapia, da quasi un anno non si può irradiare alcun paziente a Villa Clara, e altre province affrontano situazioni simili. In alcune occasioni, neanche L'Avana ha avuto attrezzature operative, il che aggrava ulteriormente l'attenzione decentralizzata.
In giorni recenti, lo stesso giornale Escambray ha rivelato che i pazienti oncologici a Sancti Spíritus devono pagare fino a 70.000 pesos cubani in modo informale per accedere alla radioterapia, un trattamento che dovrebbe essere gratuito.
La immunoterapia ha mostrato una maggiore stabilità nella sua disponibilità, grazie allo sviluppo locale di farmaci come il vaccino CIMAvax-EGF per il cancro ai polmoni, il quale ha permesso di estendere la vita dei pazienti in fase avanzata. Tuttavia, le nuove target molecolari utilizzate nel mondo sono ancora fuori dalla portata cubana, principalmente a causa del loro elevato costo.
Per quanto riguarda gli studi clinici, il dottor Álvarez sottolinea che il paese inizia a recuperare il ritmo negli studi su nuove molecole approvate nelle fasi iniziali di ricerca, il che potrebbe aprire nuove porte terapeutiche.
“Ci sentiamo ben supportati, ma la nostra specialità dipende da tutte le altre”, riassume il capo della oncologia. Per combattere il cancro, è necessaria una catena efficiente che includa diagnosi precoce, disponibilità di tecnologia medica, farmaci specifici e coordinamento tra le specialità. Senza questa struttura, anche i maggiori sforzi risultano insufficienti.
Nonostante l'impegno dei professionisti e il supporto istituzionale che persiste, la situazione è critica. L'appello del dottor Álvarez è un grido d'allerta su un sistema sanitario che, nella sua specialità più costosa e sensibile, sta lottando contro un nemico che non aspetta.
Secondo i dati del Ministero della Salute Pubblica, a Cuba vengono diagnosticati tra 30.000 e 36.000 nuovi casi di cancro ogni anno, e il 60% di questi pazienti necessita di radioterapia.
Il dottor Elías Antonio Gracia Medina, capo del Gruppo Nazionale di Oncologia Medica, ha comunicato che il cancro è la principale causa di anni di vita potenzialmente persi nella popolazione cubana di età compresa tra 1 e 74 anni, colpendo individui in piena età lavorativa.
Archiviato in: