Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) degli Stati Uniti sta valutando una proposta televisiva senza precedenti: un programma di reality show in cui gli immigrati competerebbero in prove ispirate alla storia e alla cultura del paese, con l'obiettivo di vincere la cittadinanza americana.
Il progetto, denominato The American, ha generato una ondata di critiche e dibattiti etici, mentre affronta posizioni contrapposte all'interno dello stesso governo.
Una proposta di televisione realtà che trasforma l'immigrazione in spettacolo
Según rivelato in esclusiva dal quotidiano britannico Daily Mail, la proposta proviene dal produttore canadese Rob Worsoff, noto per il suo lavoro in Duck Dynasty e Millionaire Matchmaker.
Worsoff ideò un formato che metteva a confronto dodici immigrati in sfide culturali e abilità in tutto gli Stati Uniti, culminando in una cerimonia di giuramento di fronte al Campidoglio per il vincitore.
“Nel corso del viaggio, ricorderemo cosa significa essere americani, attraverso gli occhi di chi lo desidera di più”, afferma Worsoff nella sua presentazione del programma.
Il produttore, nato in Canada, sostiene che il suo obiettivo non è politico: "Come immigrato, cerco semplicemente di creare un programma che celebri il processo di immigrazione, cosa significa essere americani e generare un dibattito nazionale”.
Il formato: Prove, sfide e una grande finale patriottica
I partecipanti, precedentemente esaminati, arriverebbero a Ellis Island a bordo del simbolico Citizen Ship, dove sarebbero accolti da un ospite famoso, anch'esso immigrato naturalizzato.
Tra i nomi considerati ci sono Sofía Vergara, Ryan Reynolds e Mila Kunis, anche se un portavoce ha assicurato a The Washington Post che Reynolds non è mai stato consultato riguardo al programma.
Durante la serie, i concorrenti percorreranno il paese su un treno chiamato The American e competitoranno in sfide come:
-Rodar tronchi nel Wisconsin.
- Estrarre oro a San Francisco.
Lanciare razzi a Cape Canaveral.
Assemblare una Ford Modello T a Detroit.
Consegnare della posta a cavallo tra il Missouri e il Kansas.
Inoltre, ci sarebbero “sfide di eliminazione”, assemblee pubbliche e votazioni.
Il premio per il vincitore: la cittadinanza statunitense, un milione di miglia di American Airlines, una carta di Starbucks da $10,000 o benzina gratuita per tutta la vita.
“Ci uniremo alle risate, alle lacrime, alla frustrazione e alla gioia, ascoltando le loro storie, mentre ricordiamo quanto sia meraviglioso essere americani”, sottolinea la proposta ottenuta da Daily Mail.
Supporto ufficiale o manipolazione mediatica?
Anche se la portavoce principale del DHS, Tricia McLaughlin, ha affermato che la proposta è in fase di revisione e che la segretaria Kristi Noem non è ancora stata informata, Daily Mail assicura di aver confermato che Noem sostiene il progetto e sta cercando attivamente piattaforme come Netflix o canali via cavo per trasmettere il programma.
“Credo che sia una buona idea”, ha affermato McLaughlin al mezzo britannico.
Sin embargo, in dichiarazioni a EFE, McLaughlin ha smentito qualsiasi sostegno ufficiale: “Questo è completamente falso [...] Noem non ha sostenuto né conosce la proposta di alcun programma di finzione o di reality.”
Ha anche chiarito che il DHS riceve "centinaia di proposte televisive all'anno" e che tutte seguono "un rigoroso processo di selezione".
Per il momento, il progetto di Worsoff "non ha ricevuto né approvazione né rifiuto", ha detto.
Critiche interne e preoccupazione etica
La possibile trasformazione del processo di immigrazione in uno spettacolo televisivo ha suscitato forti reazioni.
“Quando smetterà la segretaria Noem di dare priorità alle sessioni fotografiche preparate e ai trucchi mediatici?”, ha chiesto una fonte interna al Daily Mail.
Alcuni funzionari ritengono che “l'enfasi sull'autopromozione stia minando la capacità del DHS di adempiere al mandato di deportazione del presidente Trump”.
Incluso all'interno del DHS, si teme che il reality possa banalizzare l'esperienza migratoria: “La difficile situazione degli immigrati non può diventare un concorso,” ha dichiarato una fonte anonima a un media britannico.
The Washington Post ha raccolto anche queste preoccupazioni, citando funzionari che temono una narrativa simile a “Hunger Games”.
In difesa del formato, Worsoff ha dichiarato al Wall Street Journal: “Non si tratta di ‘Hunger Games’ per immigrati. Non è: ‘Se perdi, ti manderemo via in nave’.”
Il passato mediatico di Kristi Noem sotto esame
Kristi Noem, 53 anni, è stata già criticata in più occasioni per aver trattato il suo incarico come una piattaforma per la propria immagine personale.
Il Wall Street Journal ha pubblicato un rapporto in cui viene accusata di dramatizzare le sue attività come capo del DHS, comprese sessioni fotografiche armata, pubblicazioni sui social media durante operazioni in corso e persino decorare gli uffici con immagini di se stessa in situazioni di "azione".
In un'occasione, twittò da un raid all'alba, il che, secondo fonti, ha allertato gli obiettivi e ridotto il numero di arresti previsti.
"In diretta questa mattina da New York. Ci sto lavorando", ha scritto alle 4:43, allegando una foto con il cappellino di ICE.
Contesto politico: L'era Trump e le politiche migratorie
La proposta nasce in mezzo all'intensificazione della politica migratoria del presidente Donald Trump, il quale ha promesso una deportazione di massa degli immigrati privi di documenti. Il reality arriva proprio quando la sua amministrazione cerca di imporre restrizioni come l'eliminazione della cittadinanza per diritto di nascita.
Secondo The New York Times, questo tipo di proposte coincide con un rinnovato impulso nazionalista e con tentativi di “rivitalizzare il patriottismo e il dovere civico”, secondo le parole di McLaughlin.
Tuttavia, i critici sostengono che queste misure puntano più allo spettacolo che a risultati concreti.
L'Americano, ancora in fase di revisione, si presenta come una vetrina del "sogno americano", ma anche come uno specchio delle tensioni etiche e politiche relative all'immigrazione negli Stati Uniti.
Celebrazione patriottica o banalizzazione di una lotta umana? Mentre la proposta cerca il via libera, il paese discute se trasformare il percorso verso la cittadinanza in uno spettacolo televisivo sia un omaggio o una umiliazione.
Domande frequenti sul reality show "The American" e il suo contesto migratorio
In cosa consiste il reality show "The American" proposto dal DHS?
Il reality show "The American" è una proposta televisiva in cui immigrati competerebbero in prove ispirate alla storia e cultura degli Stati Uniti, con l’obiettivo di vincere la cittadinanza americana. La proposta, che è ancora in fase di revisione, ha suscitato critiche per trasformare l’immigrazione in uno spettacolo.
Quali sono le critiche etiche verso il programma "The American"?
Le critiche si concentrano sul fatto che il programma banalizza l'esperienza migratoria trasformandola in un concorso televisivo, il che potrebbe sminuire le lotte e i sacrifici degli immigrati. Si teme anche che promuova una narrazione simile a "Hunger Games", secondo funzionari del DHS.
Qual è il contesto politico dietro la proposta del reality show?
Il reality show si propone in un momento di intensificazione delle politiche migratorie sotto l'amministrazione di Donald Trump, che ha promesso deportazioni di massa e restrizioni migratorie. La proposta coincide con un rinnovato slancio nazionalista e dibattiti sull'immigrazione negli Stati Uniti.
Che ruolo ha Kristi Noem nella proposta del programma?
Kristi Noem, segretaria del DHS, è stata accusata di supposto sostegno al progetto, anche se ufficialmente è stato smentito che supporti la proposta del reality show. Noem è stata criticata per il suo approccio all'autopromozione e per l'uso della sua carica come piattaforma per l'immagine personale.
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