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Almeno sette persone sono morte sotto la custodia del Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane (ICE) dall'inizio del secondo mandato di Donald Trump.
La conferma di queste tristi statistiche avviene nel contesto di una severa politica di arresti e deportazioni di massa di immigrati privi di documenti. I dati ufficiali indicano che da gennaio, ICE ha arrestato più di 66.000 persone senza status legale e ha deportato più di 65.000.
In that same period, sono stati confermati sette decessi di persone sotto la loro custodia, in centri di detenzione sparsi in tutta gli Stati Uniti. Sebbene le autorità affermino che queste morti rappresentano meno dell'1% dei detenuti, i casi hanno sollevato preoccupazioni sulle condizioni di detenzione.
Entre le vittime si trova Marie Ange Blaise, una donna haitiana di 44 anni morta nel Centro di Transizione di Broward, Florida. Le legislatori democratici che hanno visitato la struttura hanno denunciato la mancanza di assistenza medica e condizioni inadeguate per oltre 500 detenuti.
ICE ha respinto queste accuse e afferma di offrire assistenza medica 24 ore su 24. Tuttavia, sono deceduti in circostanze rare altri cittadini.
Nhon Ngoc Nguyen, un vietnamita di 55 anni, è deceduto a El Paso, Texas, dopo essere stato trasferito diverse volte tra il centro di detenzione e gli ospedali. Il suo avvocato ha sottolineato che ICE ha impiegato tempo a informare la famiglia e crede che la morte potesse essere evitata.
Genry Ruiz Guillén, honduregno, è deceduto a Miami dopo settimane di sintomi gravi che includevano convulsioni e confusione. L'ICE ha comunicato che è stato diagnosticato con disturbi neurologici e muscolari.
Maksym Chernyak, un ucraino di 44 anni, ha subito un ictus mentre era detenuto anche nel centro di Krome a Miami. Sua moglie ha denunciato che prima della sua morte si lamentava per il freddo e il sovraffollamento.
Brayan Rayo-Garzón, colombiano, è stato trovato privo di vita in una prigione del Missouri. Sua madre crede che sia stato spinto a togliersi la vita.
Juan Alexis Tineo-Martínez, dominicano, è morto a Porto Rico dopo aver segnalato dolore a una gamba. E l'etiope Serawit Gezahegn Dejene è deceduto a causa di complicazioni respiratorie e una diagnosi di tubercolosi in Arizona.
Organizzazioni civili e legislatori chiedono responsabilità e miglioramenti urgenti nei centri di detenzione. Fino ad ora, l'ICE ha evitato di rispondere direttamente a diverse accuse.
Le indagini segnalano pessime condizioni nei centri di detenzione
La settimana scorsa un'inchiesta del Miami Herald ha rivelato gravi carenze nell'assistenza sanitaria e nelle condizioni all'interno dei centri di detenzione per immigrati gestiti dall'ICE in Florida, in particolare nella struttura di Krome North, a Miami.
Secondo il rapporto, i centri sono così affollati che i detenuti devono dormire in piedi, e l'accesso tempestivo a cure mediche d'emergenza è limitato o inesistente.
Esperti consultati, dopo aver analizzato più di cento documenti medici, autopsie e rapporti forensi, hanno concluso che diverse morti recenti avrebbero potuto essere evitate.
Inoltre, criticano che alcune cause di morte ufficiali siano incoerenti, segnalando errori nei diagnosi e nei trattamenti, così come una medicalizzazione eccessiva senza adeguata supervisione.
Nonostante le dichiarazioni dell'ICE che difendono i propri protocolli e standard di assistenza, le scoperte della stampa suggeriscono negligenza medica, mancanza di personale qualificato e condizioni che mettono a rischio la vita dei migranti sotto custodia federale.
Domande frequenti sulle morti sotto custodia dell'ICE e sulle condizioni nei centri di detenzione
Quanti migranti sono morti sotto custodia dell'ICE durante il secondo mandato di Trump?
Almeno sette persone sono morte sotto custodia del Servizio per l'Immigrazione e il Controllo delle Frontiere (ICE) dall'inizio del secondo mandato di Donald Trump. Queste morti hanno suscitato preoccupazione per le condizioni nei centri di detenzione per immigrati.
Quali sono le principali critiche ai centri di detenzione dell'ICE?
I centri di detenzione dell'ICE sono stati criticati per affollamento, negligenza medica e condizioni disumane. Rapporti stampa e testimonianze dei detenuti rivelano carenze nell'assistenza sanitaria, mancanza di accesso a servizi di base e un ambiente insalubre che mette a rischio la vita dei migranti.
Quali casi specifici di morti sotto custodia dell'ICE hanno suscitato attenzione?
Tra i casi di rilievo ci sono quelli di Marie Ange Blaise, una haitiana morta in Florida, e Maksym Chernyak, un ucraino deceduto a Miami dopo un ictus. Entrambi i casi sono stati segnalati per negligenza nella cura medica e condizioni avverse nei centri di detenzione.
Quali misure ha adottato l'ICE in seguito alle denunce sulle condizioni nei suoi centri di detenzione?
ICE afferma di offrire assistenza medica 24 ore su 24 e assicura di rispettare standard di sicurezza, ma ha evitato di rispondere direttamente a diverse delle denunce. Le critiche e le richieste da parte di organizzazioni civili e legislatori continuano, esigendo miglioramenti urgenti nelle condizioni dei centri di detenzione.
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