Il congressista repubblicano Carlos Giménez ha inasprito il suo discorso contro il regime cubano unendosi pubblicamente a una campagna che chiede la rottura totale dei legami economici, familiari e diplomatici con L'Avana, con lo slogan: “Zero rimesse, zero viaggi, zero dialogo”.
“Ci uniamo a questa iniziativa di zero rimessi, zero viaggi e zero dialogo con la dittatura assassina che calpesta e reprime il nostro popolo di #Cuba. Stiamo lavorando per eliminare ogni flusso di dollari al regime e ai suoi scagnozzi. #PatriaYVida”, ha scritto Giménez sul suo profilo ufficiale di X (prima Twitter), questo sabato.
La dichiarazione del legislatore è stata accompagnata da un cartello grafico che circola ampiamente sui social media, con un'estetica che ricorda la propaganda della Guerra Fredda.
Nell'immagine compaiono simboli iconici dell'immaginario cubano come un'auto d'epoca, un aereo e un ritratto di José Martí, insieme alla mappa di Cuba e frasi incisive che riassumono lo spirito della campagna.

Il messaggio di Giménez non è isolato. Questa settimana ha lanciato anche un avvertimento diretto al regime cubano attraverso un altro messaggio diffuso su X.
"Sono avvisati: le conseguenze si avvicinano," ha dichiarato il congresista, senza fornire dettagli ma insinuando che nuove misure contro La Habana da parte del Congresso degli Stati Uniti sono imminenti.
Diverse giorni fa, lo stesso congresista ha insistito sulla necessità di interrompere l'invio di rimesse, i viaggi familiari e ogni tipo di relazione con la dittatura cubana, ribadendo che non si può "negoziare con chi reprime, incarcerare e uccide".
“Finché quel denaro continuerà a fluire, il regime rimarrà forte,” ha sottolineato in quell'occasione. “Ciò di cui il popolo cubano ha bisogno non è ossigeno per il suo oppressore, ma solidarietà con la sua lotta per la libertà.”
Carlos Giménez rappresenta il Distretto 28 della Florida, una circoscrizione con un peso importante dell'elettorato cubano-americano. Dalla sua arrivata al Congresso ha difeso una linea dura verso Cuba, allineandosi con le posizioni più conservative dell'esilio e cercando di influenzare l'agenda di politica estera degli Stati Uniti, soprattutto dal ritorno alla Casa Bianca del presidente Donald Trump.
Domande frequenti sulla proposta di Carlos Giménez per ridurre le rimesse e i viaggi a Cuba
Cosa propone Carlos Giménez riguardo alle rimesse e ai viaggi a Cuba?
Carlos Giménez propone di sospendere tutti i voli e le rimesse dagli Stati Uniti a Cuba, come parte di una strategia per soffocare economicamente il regime cubano. Ritiene che le risorse derivanti da questi atti rafforzino il governo dell'isola e prolunghino l'oppressione sulla popolazione cubana.
Qual è l'obiettivo di tagliare le rimesse e i viaggi verso Cuba secondo Giménez?
L'obiettivo dichiarato da Giménez è quello di indebolire il regime cubano tagliando le sue fonti di reddito, che secondo lui vengono utilizzate per sostenere la sua capacità repressiva. Crede che senza questo "ossigeno finanziario", il governo cubano sarà più vulnerabile al collasso, permettendo così un cambiamento verso la democrazia e la libertà nell'isola.
Quali critiche affronta la proposta di Giménez di tagliare le rimesse e i viaggi verso Cuba?
La proposta di Giménez ha generato critiche per il potenziale aumento della sofferenza del popolo cubano, che dipende dalle rimesse per sopravvivere. Si avverte anche che potrebbe avere effetti negativi sulle imprese locali negli Stati Uniti che dipendono dai servizi di viaggio verso Cuba, senza necessariamente portare a cambiamenti concreti nel regime cubano.
Quali azioni ha intrapreso Carlos Giménez per attuare la sua proposta contro il regime cubano?
Giménez ha inviato lettere al Dipartimento del Tesoro e all'Amministrazione Trump richiedendo la sospensione di voli e rimesse a Cuba. Inoltre, ha promosso la deportazione di ex funzionari del regime cubano negli Stati Uniti e ha chiesto sanzioni ai paesi che traggono beneficio dalle missioni mediche cubane. Queste azioni fanno parte di una strategia più ampia per esercitare pressione sul regime cubano.
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