I cubani scambiano il sogno americano per il “sogno messicano”

L'inasprimento della politica migratoria degli Stati Uniti spinge migliaia di cubani a cercare rifugio in Messico, dove il numero di domande di asilo sta aumentando vertiginosamente. Tapachula è un punto cruciale di questa nuova ondata migratoria.


Il inasprimento delle politiche migratorie negli Stati Uniti sotto la nuova amministrazione di Donald Trump ha costretto migliaia di cubani a ripensare il loro destino finale e scegliere il Messico come paese di accoglienza. Ciò che fino a poco tempo fa era un percorso verso il "sogno americano", si è trasformato ora in una meta a sé: il "sogno messicano".

A partire da gennaio 2025, la nuova strategia degli Stati Uniti per risolvere la crisi migratoria ha portato a una diminuzione storica dei attraversamenti delle frontiere. A febbraio sono stati registrati solo 150 ingressi di cubani, un numero che contrasta drasticamente con i più di 6.300 del mese precedente.

La Ufficio delle Dogane e Protezione delle Frontiere (CBP, in inglese) ha avvertito in un recente comunicato che: “La frontiera è chiusa alle traversate illegali, e per coloro che sono ancora disposti a mettere alla prova la nostra determinazione, sappiate questo: Saranno elaborati e deportati”.

Il Messico come meta e non solo come transito

Mentre gli Stati Uniti chiudono le loro porte, il Messico diventa un punto di arrivo. Solo nel primo trimestre del 2024, oltre 17.800 cubani hanno richiesto asilo in Messico, rappresentando uno dei gruppi migratori più numerosi.

A Tapachula, nello stato di Chiapas, le cifre sono particolarmente eloquenti: sono state presentate 5.152 domande di asilo in quel comune, che è diventato un epicentro della migrazione caraibica.

Questo fenomeno segna un cambiamento radicale nella strategia migratoria dei cubani. Fino a poco tempo fa, la maggior parte aspirava a oltrepassare il confine verso gli Stati Uniti tramite l'applicazione CBP One.

Sin embargo, con l'eliminazione di quel programma e la riattivazione delle deportazioni di massa, molti hanno rinunciato al tentativo di raggiungere il nord.

“Non è più prioritario arrivare negli Stati Uniti. Le condizioni sono molto dure e in Messico almeno possiamo costruire una vita e lavorare,” ha dichiarato un'emigrata cubana residente a Tapachula.

Cambio di dinamica nella regione

Questo ridirezionamento migratorio ha avuto anche conseguenze logistiche e sociali. Nelle città come Monterrey, Guadalajara e Tijuana si è registrato un aumento della presenza di migranti cubani che cercano lavoro e migliori condizioni di vita.

La situazione, tuttavia, non è priva di difficoltà. Il costo della vita a Tapachula è elevato e i salari sono bassi, il che complica la stabilità economica dei nuovi arrivati. Nonostante ciò, il desiderio di stabilirsi in territorio messicano continua a crescere, specialmente tra coloro che hanno familiari negli Stati Uniti ma non vedono più una riunificazione immediata come una possibilità.

In parallelo, le autorità messicane hanno ricevuto più di 8.000 domande di rifugio solo tra gennaio e marzo di quest'anno, con i cubani che rappresentano più della metà di esse, secondo l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR).

Si riduce il flusso di migranti nella regione dell'America Centrale

L'Honduras ha anche registrato una diminuzione del passaggio di migranti cubani verso nord. Dei più di 369.000 viaggiatori che hanno attraversato il paese nel 2024, circa 60.000 erano cubani, ma il numero è calato drasticamente nel 2025.

De gennaio al 6 marzo, solo 3.448 cubani sono stati registrati nel territorio honduregno, il che rappresenta appena il 10% del flusso registrato l'anno precedente. Questa diminuzione si spiega con il crescenti timori di essere deportati dagli Stati Uniti o di rimanere bloccati in condizioni precarie durante il percorso.

Così è la nuova realtà migratoria

Il "sogno messicano" è ben lontano dall'essere idilliaco, ma si presenta come un'alternativa tangibile di fronte al rafforzamento dell'accesso agli Stati Uniti.

La possibilità di stabilirsi, ricevere assistenza governativa e, eventualmente, essere visitati da familiari del nord, ora sembra più fattibile che attraversare un muro legale e fisico sempre più infrangibile.

Mentre le politiche di Trump trasformano la mappa migratoria delle Americhe, migliaia di cubani iniziano a mettere radici in un paese che, fino a poco tempo fa, era solo una tappa nel loro cammino.

Domande frequenti sulla migrazione dei cubani in Messico nel 2025

Perché i cubani stanno scegliendo il "sogno messicano" invece del "sogno americano"?

I cubani stanno optando per il "sogno messicano" a causa dell'inasprimento delle politiche migratorie negli Stati Uniti sotto l'amministrazione di Donald Trump. Il Messico è diventato una meta attraente per questi migranti, poiché offre la possibilità di stabilirsi, lavorare e ricevere assistenza governativa, a differenza degli ostacoli sempre più grandi per arrivare negli Stati Uniti.

Come ha influito la chiusura di programmi come CBP One sui migranti cubani?

La cancellazione del programma CBP One ha lasciato molti migranti cubani senza una via chiara per entrare legalmente negli Stati Uniti. Questo ha portato molti a considerare il rimanere in Messico come un'alternativa praticabile, poiché affrontano difficoltà nel proseguire verso nord e timori di essere deportati o di restare bloccati in condizioni precarie durante il viaggio.

Quali sono le sfide che affrontano i migranti cubani in Messico?

I migranti cubani affrontano sfide economiche e sociali in Messico, come l'alto costo della vita e i salari bassi, specialmente in luoghi come Tapachula. Inoltre, gli uffici per la richiesta d'asilo sono saturi, il che provoca lunghe attese e processi incerti per ottenere protezione. Nonostante queste difficoltà, molti cubani preferiscono stabilirsi in Messico a causa delle difficoltà per raggiungere gli Stati Uniti.

Qual è l'impatto delle nuove politiche migratorie di Trump sulla migrazione cubana?

Le politiche migratorie di Trump hanno avuto un impatto significativo sulla migrazione cubana, riducendo drasticamente i passaggi di confine verso gli Stati Uniti. La reattivazione delle deportazioni di massa e la fine di programmi come CBP One hanno costretto molti cubani a riconsiderare i loro piani e a cercare alternative in Messico.

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Redazione di CiberCuba

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