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La selezione nazionale maschile di calcio di Cuba è stata eliminata dalla Gold Cup 2025 della Concacaf, dopo aver subito una netta sconfitta 0-4 contro Trinidad e Tobago nella partita di ritorno dello spareggio.
Il risultato conferma un preoccupante retrocesso per il calcio dell'isola, che in soli cinque mesi è sceso al livello B della Liga delle Nazioni e ora perde uno dei suoi principali obiettivi dell'anno.
Il rovescio ha generato un'ondata di critiche e preoccupazione, non solo per il risultato, ma anche per l'immagine che ha lasciato la squadra negli ultimi impegni. La sconfitta mette anche in discussione la preparazione del gruppo per le eliminatorie verso la Coppa del Mondo 2026, secondo il quotidiano ufficiale Granma.
Una espulsione anticipata e una sconfitta dolorosa
Il ritorno contro Trinidad e Tobago è iniziato in modo disastroso per i cubani. Appena al minuto 2, Romario Torres è stato espulso per un intervento temerario, lasciando la squadra con 10 uomini e disarmando immediatamente il piano tattico del tecnico Yunielys Castillo.
A dispetto di alcuni tentativi di riorganizzarsi, Isaiah Lee ha segnato due gol (22’ e 37’) sfruttando errori difensivi e il disequilibrio numerico. Nella seconda parte, Kevin Molino (51’) e Nathaniel James (84’) hanno suggellato il 4-0 finale che ha sepolto ogni possibilità di recuperare il 1-2 subito nella gara d’andata, secondo quanto riportato dal sito digitale JIT.
Assenze, errori tattici e mancanza di profondità
Oltre alla inferiorità numerica, la squadra cubana è arrivata con importanti assenze, come quelle di Dayron Reyes, Carlos Vázquez e Luis Paradela, tutti infortunati. Mancarono anche figure chiave come Jorge Luis Corrales e Modesto Méndez, entrambi con esperienza internazionale.
A questo si è aggiunta una strategia troppo conservatrice da parte dello staff tecnico, che ha privilegiato l'ordine difensivo ma non è riuscita a generare profondità in attacco né risposte efficaci di fronte all'avversità.
Un cammino difficile verso il 2026
Con questa eliminazione, Cuba, che si trova ora al diciottesimo posto nella classifica della Concacaf, non sarà presente nella Coppa Oro che si svolgerà tra giugno e luglio del 2025 negli Stati Uniti e in Canada. Ora, l'attenzione si sposta verso le qualificazioni per il Mondiale del 2026, dove la selezione nutre ancora speranze.
A giugno, i cubani affronteranno Antigua e Barbuda in trasferta, e poi riceveranno in casa le Bermuda, in due partite che saranno fondamentali per ricominciare a ricostruire il loro percorso a livello internazionale.
Il momento richiede di ripensare il progetto tecnico, migliorare la preparazione fisica e tattica, e puntare su una base di giocatori con esperienza e leadership, se si vuole aspirare a competere seriamente nella regione.
Sconfitta nonostante una convocazione storica
Cammino a questi incontri contro Trinidad e Tobago, il calcio cubano ha fatto un passo storico includendo nella sua convocazione due giocatori nati fuori dal paese: Alessio Raballo e Camilo Pinillo.
Raballo, attaccante di 18 anni nato in Italia e parte del Sub-19 del Parma, ha debuttato con il Torino in Serie A prima di essere recentemente trasferito al suo attuale club; mentre Pinillo (20) è un imponente difensore centrale nato in Belgio, figlio di padre cubano, che partecipa alle competizioni con il settore giovanile del Lierse Kempenzonen della Seconda Divisione del suo paese.
Secondo la piattaforma GolCuba su YouTube, l'ultima volta che si è avuto un calciatore non nato a Cuba è stato ai Giochi Panamericani di Winnipeg nel 1967, tramite un angolano di nome Antonio, che all'epoca studiava sull'isola e partecipava ai tornei nazionali.
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