Funzionaria del MINREX accusa gli Stati Uniti di "politica ingannevole" dopo la morte di un prigioniero politico a Cuba

La subdirettrice generale della Direzione Stati Uniti del Ministero degli Affari Esteri, Johana Tablada, ha risposto alle dichiarazioni dell'Ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana riguardo al prigioniero politico Luis Barrios, che è recentemente deceduto a causa di negligenza medica.

Johana Tablada (i) e cadavere del prigioniero politico Luis Barrios Díaz (d)Foto © Facebook/Johana Tablada e X/OCDH

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La subdirettrice generale della Direzione Stati Uniti del Ministero delle Relazioni Estere di Cuba, Johana Tablada, ha affermato che, riguardo alla morte del prigioniero politico dell'11 luglio (11J) Luis Barrios Díaz, gli Stati Uniti “cercano di utilizzare questo fatto per la loro politica ingannevole”.

In un post sui suoi social, la funzionaria ha attaccato le recenti dichiarazioni dell'ambasciata statunitense a L'Avana riguardo alla morte del prigioniero politico cubano, accusando il governo degli Stati Uniti di essere il “campione dell'indifferenza di fronte ai propri scandali e abusi e a quelli dei suoi alleati”, e ha aggiunto che “si mostra nuovamente ipocrita, con due pesi e due misure e demagogia”.

Captura di Facebook/Johana Tablada

Il testo, che ha un carattere giustificativo di fronte all'onda di denunce e critiche della comunità internazionale per la morte di Barrios all'Avana, dimentica di menzionare le irregolarità e la negligenza medica a cui è stato esposto il defunto.

La diplomatica si è limitata a definire la scomparsa "lamentabile", mentre attaccava il governo statunitense, seguendo un copione estremamente noto di giustificazioni che al regime cubano piace molto delineare.

Barrios, di 37 anni, è morto nel pomeriggio di domenica 19 novembre presso l'Ospedale La Covadonga, all'Avana, a causa di complicazioni respiratorie che presentava da agosto.

I sintomi preoccupanti lo hanno portato a essere ricoverato nell'infermeria del carcere 1580 di San Miguel del Padrón e successivamente, trasferito nel citato ospedale per ricevere assistenza specializzata.

Noostante le avvertenze mediche, le autorità hanno deciso di riportarlo in prigione citando la mancanza di risorse per il trasporto e la sorveglianza ospedaliera.

Carlos Hernández, cuñado del manifestante, ha pubblicato un video in cui denuncia che al prigioniero è stata negata assistenza medica nonostante i dottori avessero raccomandato il suo ricovero immediato. Il pretesto delle autorità carcerarie è stato che non c'era petrolio per sostituire gli agenti di polizia che dovevano prendersi cura di lui né antibiotici nell'ospedale Miguel Enriquez de La Habana.

Quella decisione portò a un deterioramento critico della salute di Barrios e, alla fine, alla sua morte.

Il defunto stava scontando una pena di sei anni di carcere per essersi manifestato l'11 luglio 2021. Fu accusato di disordini pubblici e attentato, reati costruiti dal regime.

La morte di Barrios ha suscitato un appello urgente dell'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani, che ha ribadito la sua richiesta di liberazione immediata di tutti i prigionieri politici e di coscienza a Cuba e ha ricordato che, sebbene si tratti di una questione di volontà politica, il regime dispone di almeno otto vie giuridiche per scarcerare o liberare immediatamente tutti.

Il caso si aggiunge ad altre denunce di detenuti che presentano un evidente deterioramento della salute, come nel caso di Félix Navarro e di José Daniel Ferrer, nomi che la funzionaria Tablada dimentica di menzionare nelle sue interviste.

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