
Video correlati:
Il cineasta cubano Carlos Díaz Lechuga ha pubblicato un duro messaggio sui social media in cui ha affermato che a Cuba “hanno distrutto” il paese e ha descritto un panorama di collasso dei servizi essenziali, deterioramento sociale e impoverimento, che ha attribuito direttamente al regime.
Nel suo testo, il regista ha ritratto un'isola “malata”, con “il sistema elettrico a pezzi”, “migliaia di punti… senza acqua”, “igiene 0”, “niente da mangiare” e prezzi “alle stelle” di fronte a salari che “fanno ridere”.
Nella pubblicazione, Díaz Lechuga ha insistito sul fatto che la vita quotidiana è diventata insostenibile a causa della combinazione di scarsità, deterioramento delle infrastrutture e un'economia che —secondo il suo parere— punisce la popolazione.
“Il paese dollarizzato e la gente che guadagna in pesos”, ha scritto, prima di denunciare che “tutte le famiglie di Cuba” sono “fatte a pezzi, divise” e che non esiste “giustizia reale”.
Ha affermato anche che le prigioni sarebbero piene di persone “per il semplice fatto di pensare ciò che è giusto pensare”, e ha descritto una “dignità annullata” dalla permanenza della cúpula al potere.
Il cineasta ha portato la sua critica sul piano politico, incolpando “una famiglia” che, secondo lui, “non vuole lasciare il potere” e affermando che tutto accade “per denaro”.
Nel tratto più viscerale del suo messaggio, ha sostenuto che mentre “un intero popolo” è “distrutto”, la cupola si concede lussi: “la famiglia Castro e Díaz Canel viaggiano in jet privato, comprano orologi e scarpe della alta società”.
Chiuse con un'immagine simbolica del castrismo come un lutto interminabile: “Fidel è morto e il funerale si allunga e si allunga…”.
Il pronunciamento di Díaz Lechuga si colloca in un contesto di crescente pressione e dibattito pubblico sui social riguardo alla crisi nazionale e al ruolo delle figure culturali che mettono in discussione le priorità del regime.
En lo stesso contesto, una recente polemica ha avuto come protagonista l'attore Luis Alberto García, che ha risposto a un utente che ha tentato di squalificare la sua opinione per non essere un “uomo di scienza o tecnologia”, dopo le critiche dell'artista a manifestazioni politiche in mezzo a black-out e scarsità.
Quella discussione ha riacceso uno scambio sul diritto dei creatori di esprimere le proprie opinioni e sul costo sociale della crisi che sta vivendo la popolazione.
Le sue pubblicazioni più recenti, in cui lamenta la mancanza di empatia delle autorità di fronte alla crisi sanitaria ed energetica, accumulano centinaia di commenti di sostegno, sebbene ci siano anche attacchi da parte di utenti vicini al governo.
Archiviato in: