La tiktoker cubana @maryfra.21, radicata in Messico, è diventata virale dopo aver pubblicato un video in cui racconta, con naturalezza e simpatia, come era affrontare il ciclo mestruale a Cuba. Il suo racconto, che ha già accumulato più di 6 milioni di visualizzazioni, ha scioccato migliaia di utenti rivelando che sull'isola si riceve solo un pacchetto con cinque o sei assorbenti al mese, e di un'unica marca: Mariposa.
“Cuba, alle assorbenti femminili diciamo intime… e non è come qui in Messico che puoi comprare quello che vuoi”, ha spiegato Maryfra. “Là c'è solo un marchio e ti danno un pacchetto al mese. Se il tuo ciclo dura più del normale, quello è un problema tuo”, ha detto ridendo. Come molte cubane, anche lei si arrangiava con cotone o qualsiasi cosa potesse andar bene.
Il video ha scatenato un'onda di reazioni. Migliaia di donne messicane —e di altri paesi come Argentina, Colombia o Guatemala— non potevano credere a ciò che ascoltavano. “Ne uso cinque al giorno”, “Solo un marchio?”, “Questo mi basta per un giorno e mezzo!” sono stati alcuni dei commenti che hanno inondato il post.
Varias utenti hanno suggerito di usare la coppetta mestruale, ma altre hanno risposto con logica: “Se ci sono appena assorbenti, credete davvero che ci siano coppette a Cuba?”. La stessa Maryfra ha confermato nei commenti che molte donne nemmeno sanno che questa opzione esiste. Inoltre, ha chiarito che i pannolini non sono gratuiti: vengono venduti razionati tramite il libretto di approvvigionamento.
Quello che sembrava un semplice aneddoto ha finito per aprire una conversazione profonda sulla precarietà mestruale nell'isola e sulla mancanza di accesso a prodotti igienici di base. La storia ha anche fatto da specchio per molte donne che hanno confessato di non apprezzare il privilegio di poter scegliere liberamente tra marche, tipologie e quantità.
Con un tono vicino e senza vittimizzarsi, @maryfra.21 ha portato all'attenzione un tema che raramente viene visibilizzato, e lo ha fatto a suo modo: diretto, sincero e con un sorriso. La sua testimonianza non solo ha generato empatia, ma ha anche lasciato una riflessione importante: mentre alcune scelgono tra le opzioni, altre possono solo "risolvere" come possono.
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